Protezione civile - Il documento della commissione Anci sulle proposte emendative alla legge delega
[28-11-2017]

Si è riunita ieri 27 novembre la Commissione Ambiente, Territorio e Protezione Civile dell’Anci per licenziare il documento con le proposte di modifica  da sottoporre alla discussione tecnica in corso in sede di Conferenza Unificata con Governo e Regioni, propedeutica all’intesa che dovrà essere sancita in sede politica.
Lo schema di decreto, che dispone il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile in attuazione della legge 16 marzo 2017, n. 30, è stato trasmesso formalmente all’Anci lo scorso 11 novembre, a seguito del lavoro del Gruppo di Redazione coordinato dal Dipartimento della Protezione civile, cui hanno preso parte le Regioni insieme all’Anci.
Importanti le novità introdotte, fra le quali la distinzione fra il ruolo di indirizzo politico delle Autorità di protezione civile e quello tecnico e amministrativo assegnato alle strutture organizzative, sul quale va condotto un approfondimento giuridico; vengono introdotti gli ambiti territoriali organizzativi e livelli ottimali di servizio, che dovranno essere definiti puntualmente dalle Regioni sulla base di criteri unici di valenza nazionale, la “rivitalizzazione” del fondo regionale, sebbene non sia disposta la capienza stante la clausola di invarianza finanziaria posta con legge delega (dovrà seguire disposizione  finanziaria a seguito della pubblicazione del decreto legislativo), l’istituzionalizzazione dei gruppi comunali quali enti del terzo settore.
Le proposte dell’Anci che saranno discusse nei prossimi giorni si concentrano principalmente sulla necessità di perimetrare le responsabilità di Sindaci e strutture comunali alle attività di prevenzione non strutturale e pianificazione, comunicazione e informazione, oltre che di  individuare e sviluppare da parte delle regioni dei servizi territoriali, delle strutture a disposizione degli ambiti territoriali. L’Anci chiederà anche chiarezza su eventi cosiddetti di tipo “a)”, quelle di carattere locale, la cui competenza nella gestione spetta al Sindaco e alle sue strutture, salvo richiesta di intervento al Prefetto e al Presidente della Regione nel caso la situazione non possa essere fronteggiata con i propri mezzi. La discussione si è, infine, concentrata sui gruppi comunali, rispetto a questo punto la Commissione ha valutato di proporre alcune modifiche al testo con l’introduzione di elementi di democraticità nella indicazione del coordinatore dei volontari del gruppo, superando l’attuale formulazione che prevede una rosa di nomi sottoposti alla valutazione del sindaco, oltre alla durata che dovrà essere indicata nel Regolamento e le condizioni per la revoca. (com)



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