Scuola - Il fenomeno dell’Ageing nei servizi educativi, Giachi: “I più giovani gli educatori dei nido, gli assistenti quelli con l’età più avanzata”
[01-12-2017]

TORINO – “Gli educatori dei nidi sono più giovani degli insegnanti delle scuole dell’infanzia. Tra gli educatori e tra gli insegnanti oltre il 50% dei dipendenti è nella fascia 46-65 anni, la categoria degli assistenti è quella più avanti con l’età, l’80 % ha superato i 45 anni”.
Così Cristina Giachi Vicesindaca del Comune di Firenze e Presidente della Commissione Istruzione, Politiche educative ed Edilizia scolastica ANCI presentando a Torino i dati di una ricerca ANCI suAgeing e salute del personale nel sistema educativo per l’infanzia. Il punto.     
Riprendendo i risultati dell’indagine, svolta attraverso un questionario che si è rivolto alle amministrazioni comunali con oltre 100mila abitanti, Giachi ha presentato un altro dato particolarmente interessante:“negli ultimi tre anni il personale risultato inidoneo e con limitazioni ammonta a 270 unità tra gli educatori dei nidi, 154 tra gli insegnanti delle scuole d’infanzia e 195 tra gli assistenti, nidi e scuole d’infanzia. L’incidenza più alta è quella della categoria degli assistenti (10,4%) che è comunque in assoluto la più anziana, seguono gli educatori (7,5%) e gli insegnanti (3,8%). La patologia maggiormente invalidante è quella muscolo-scheletrica (60% dei casi), seguono patologie da disagio (a causa di relazioni sul lavoro) e patologie da disagio a causa di motivazioni familiari/personali.
L’indagine condotta dall’ANCI – ha spiegato Giachi – spiega anche cosa accade al personale, educatori dei nidi e insegnanti delle scuole d’infanzia, quando è dichiarato inidoneo. Nella maggior parte dei casi è ricollocato in altre aree dell’amministrazione (nel 68% dei casi per gli educatori dei nidi, nel 62% dei casi per gli insegnanti delle scuole d’infanzia). Negli altri casi il personale è indirizzato verso corsi di formazione/qualificazione.   
Infine, quali sono le azioni messe in campo dalle amministrazioni comunali negli ultimi tre anni per contrastare i fenomeni di disagio lavorativo del proprio personale?
Da un lato agiscono migliorando le caratteristiche degli spazi di lavoro, revisionando o sostituendo gli arredi (oltre 637 interventi), mentre dall’altro promuovono azioni dirette alla prevenzione delle patologie muscolo-scheletriche e del disagio lavorativo (oltre 372 interventi). (fr)



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