Decaro: “Lavoriamo per costruire storie di convivenza e integrazione. Il nostro è un Paese che accoglie”
[20-02-2018]
Immigrazione

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La sala gremita di operatori Sprar e di rappresentanti delle amministrazioni locali, oltre 40 interventi, più di 50 interviste e centinaia di messaggi ricevuti al numero di telefono dedicato. Sono alcuni numeri illustrati da Annalisa Giovannini, responsabile del settore Ricerca e Sviluppo di Cittalia, che possono solo in parte restituire l’atmosfera positiva che si è respirata nei due giorni dei lavori della Prima Conferenza nazionale delle operatrici e degli operatori Sprar “L’accoglienza che verrà: i volti, le voci, le storie”, all’Auditorium Parco della Musica (fotogallery e storify)
Quattro indicazioni sono emerse dal dibattito sulla figura dell’operatore dello Sprar, che si evolve e si professionalizza: “Sprar non può essere solo e sempre un atto di buona volontà”; “L’operatore Sprar è un ponte tra la comunità locale e il progetto di accoglienza” è “un costruttore di connessioni”; “I Comuni devono metterci la faccia e avere l’orgoglio di portare avanti un progetto di accoglienza”. Oltre alle suggestioni sul loro ruolo, dagli operatori che quotidianamente accolgono, collaborano e cercano di aiutare chi arriva nel nostro Paese per necessità e che merita un’opportunità sono state raccontate esperienze, buone pratiche, progetti messi in campo nei diversi territori.
Tre le testimonianze introdotte dalla direttrice del Servizio centrale dello Sprar Daniela Di Capua. (Imma D'Amico, Sprar di Caserta; Nicola Emanuele, Sprar di Lamezia Terme; Lara Raffaini, Sprar di Cremona) 
 

 

“I flussi migratori sono un fenomeno globale che ha un orizzonte più ampio di quello in cui ci muoviamo noi sindaci. Nonostante questo, però, proprio noi ci siamo fatti carico di una parte importante della sua gestione, provando a superare le diffidenze e dandoci il compito di costruire ponti e non muri. Abbiamo lavorato pensando all’accoglienza e all’integrazione come sua naturale conseguenza” ha commentato nel suo intervento di chiusura il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro ricordando come il sistema Sprar negli ultimi 6 anni sia cresciuto dell’800 per cento, passando da una capienza di quattromila posti a circa 36 mila. “Come Anci – ha aggiunto – abbiamo lavorato insieme al ministro dell’Interno e al sottosegretario Manzione per allargare la base dei sindaci che aderiscono al progetto. Noi sindaci non faremo venire meno il nostro impegno ma non possiamo essere lasciati soli. E’ impensabile che tutto sia lasciato sulle spalle del nostro Paese e di alcuni sindaci di frontiera. Dobbiamo continuare a lavorare per costruire storie di convivenza, integrazione e rispetto perché il nostro è un Paese che accoglie, genera vita e insegna a guardare con speranza al futuro”.
“Un migrante integrato è una ricchezza – ha rilevato il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione – e lo è anche il nostro sistema di accoglienza. In Italia abbiamo ben undicimila operatori che si occupano di accoglienza e integrazione e solo grazie a loro abbiamo potuto fare un pezzo importante di un lungo cammino. Io, sono orgoglioso di averlo fatto insieme a voi”.
Il delegato Anci all’immigrazione e sindaco di Prato Matteo Biffoni ha definito lo Sprar, un sistema che “Anci riconosce come centrale per organizzare l’accoglienza, e unico strumento utile a superare i Cas e l’emergenza intorno alla vicenda degli immigrati”, ribadendo la necessità di lavorare nell’ottica di “patto” cercando di anestetizzare il sistema dalle turbolenze della politica. I dubbi però non mancano e Biffoni ne ha espressi “sulla obbligatorietà dell’accoglienza nei Comuni”. Ma, ha concluso, “mi interessa che oggi questa Conferenza rappresenti un punto di ripartenza che prendiamo atto che da questo lavoro non si torna più indietro”.
Lo spirito dell’Anci, ha raccontato il segretario generale Veronica Nicotra, è stato rivolto in questi anni a rafforzare lo Sprar come sistema sostenibile, una possibilità diventata una realtà tangibile, un modello di eccellenza di integrazione e protezione dei richiedenti asilo che fuori dalle logiche della prima accoglienza lavora per l’aggregazione a beneficio della comunità e del territorio. Un lavoro di anni, intenso e faticoso, caratterizzato da una grande collaborazione con il Viminale. “Una gestione ordinata dei flussi migratori – ha sottolineato Nicotra - è possibile. Lo dimostra la straordinaria crescita dello Sprar in questo ultimo periodo, che deriva dal grande impegno dell’Anci per ottenere la clausola di salvaguardia e attraverso un piano di distribuzione territoriale che cerca di diffondere la presenza dei progetti. Sta anche a tutti noi, alle istituzioni, migliorare la capacità di raccontare il bello di ciò che facciamo per aiutare chi fugge e ha bisogno”.
Una posizione condivisa dal capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno Gerarda Pantalone che ha confermato il ruolo centrale dei Comuni quali protagonisti dell’accoglienza ed evidenziato l’ottimo lavoro svolto dalla cabina di regia realizzata con Anci per risolvere le dinamiche territoriali più complesse grazie al dialogo con Comuni e Prefetture. “Dobbiamo favorire gli enti locali che presentano progetti - ha detto - e operiamo per rafforzare i centri Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione) per garantire una prima accoglienza ai minori stranieri non accompagnati”. Rivolgendosi alla sala, Pantalone ha invitato gli operatori a continuare ad adoperarsi con l’impegno dimostrato in questi anni. (fdm)

  




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