Anci: “Impegno a rafforzare lo Sprar come sistema sostenibile, modello di eccellenza di integrazione”
[20-02-2018]
Immigrazione

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La sala gremita di operatori Sprar e di rappresentanti delle amministrazioni locali, oltre 40 interventi, più di 50 interviste e centinaia di messaggi ricevuti al numero di telefono dedicato. Sono alcuni numeri che possono solo in parte restituire l’atmosfera vibrante e positiva che si è respirata in questi due giorni all’Auditorium Parco della Musica dove si è tenuta la Prima Conferenza Nazionale delle operatrici e degli operatori Sprar “L’accoglienza che verrà: i volti, le voci, le storie”. (fotogallery)
Quattro temi sono stati al centro del dibattito e hanno interessato la figura dell’operatore dello Sprar nella sua evoluzione e nel futuro di una professione sempre più specializzata e che chiede di essere sistematizzata perché non può e non deve essere lasciata al mero volontariato.
“Sprar non può essere solo e sempre un atto di buona volontà”; “L’operatore Sprar è un ponte tra la comunità locale e il progetto di accoglienza” è “un costruttore di connessioni”; “I comuni devono metterci la faccia ed avere l’orgoglio di portare avanti un progetto di accoglienza”. Sono solo alcune delle suggestioni emerse dagli operatori che quotidianamente accolgono, collaborano e cercano di aiutare chi arriva nel nostro Paese per necessità e che merita un’opportunità.
Basta poco e quel poco è stato raccontato nella giornata conclusiva della Conferenza proprio dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro che ricordando la prima ondata migratoria del 1991 a Bari ha raccontato la reazione dei suoi concittadini. Più di 20mila albanesi attratti sulle nostre coste dalla speranza di un futuro migliore e dalla ricerca di una nuova dignità. “I baresi non hanno fatto barricate – ha detto - ma hanno aperto le porte del cuore e qualcuno anche quelle di casa e dopo ventisei anni quella cifra caratterizza ancora i miei concittadini e molti italiani”.
Fare rete, coinvolgendo la cittadinanza in un ottica di integrazione e di miglioramento reciproco e solidarietà verso i nuovi arrivati. Lo spirito dell’Anci, ha raccontato il segretario generale Veronica Nicotra, è stato rivolto in questi anni a rafforzare lo Sprar come sistema sostenibile, una possibilità diventata una realtà tangibile, un modello di eccellenza di integrazione e protezione dei richiedenti asilo che fuori dalle logiche della prima accoglienza lavora per l’aggregazione a beneficio della comunità e del territorio.
Questo impegno deve essere “collettivo”, ha detto Nicotra che ha stimolato la platea invitandola e invitando anche le Istituzioni a “migliorare la nostra capacità di raccontare il bello di ciò che facciamo, e la capacità di fare rete e lavorando per aiutare chi fugge e ha bisogno”. 




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