Codice della strada - Anci, serve una governance complessiva della sosta nelle città
[07-11-2018]

“La proposta di legge che modifica del Codice della strada tende a ridurre le capacità delle amministrazioni comunali di gestire la sosta nelle aree urbane, con un effetto diverso tra le medie, le grandi città ed i piccoli Comuni considerando che per questi ultimi continua ad essere limitata la necessità di disporre di personale aggiuntivo per lo svolgimento del controllo della sosta, in linea con quanto previsto dalla proposta in esame. Serve una governance complessiva della sosta nelle città, considerando anche la carenza di organico e le possibilità di assunzione del personale delle Polizie locali”. Questa la posizione sostenuta dall’Anci che è stata ascoltata dalla Commissione Trasporti della Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge che mira a modificare l’art. 12 del Codice della strada che si occupa delle funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta. A rappresentare l’Associazione erano presenti: Marco Granelli, assessore alla Mobilità del Comune di Milano e Alessandra Clemente, assessore alla Mobilità urbana del Comune di Napoli (leggi il documento consegnato ai commissari).
Secondo l’Anci la proposta di legge soprattutto non tiene conto del fatto “che i Comuni devono far fronte a sempre maggiori necessità di governo e controllo della sosta, per ragioni di sicurezza stradale, di governo della mobilità e di accessibilità generale e al trasporto pubblico, con un organico spesso carente a fronte di molteplici compiti”. 
Nello specifico la proposta di legge stabilisce che le funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia della sosta sono attribuite ai dipendenti delle società di gestione dei parcheggi, solo per le aree oggetto di concessione e con riferimento agli spazi destinati al parcheggio a pagamento e alle aree immediatamente limitrofe, ma esclusivamente quando la sosta ostacola l’accesso all’area di parcheggio da parte degli utenti della strada. Ed anche al personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone, ma solo per le corsie e le strade dedicate al trasporto pubblico, escludendo la possibilità di estendere tali poteri all’intero territorio cittadino.
“Il controllo della sosta soprattutto nelle grandi aree urbane – ha sottolineato Granelli - fa parte della politica della mobilità: governare bene la sosta vuol dire avere una buona mobilità ed aiutare i cittadini a stare meno in auto nel traffico migliorando trasporto pubblico, delle merci e delle imprese”. In questo quadro “gli ausiliari del traffico possono dare una mano, per questo abbiamo chiesto che venga data loro sempre più formazione e tecnologia, aumentando la qualità del loro intervento, così da poter aiutare le amministrazioni comunali a governare meglio il fenomeno della sosta”, ha aggiunto l’assessore di Milano. 
Da parte sua l’assessore Clemente ha ricordato come la figura del vigile urbano è cambiata radicalmente, visto che ormai ciascun agente  ha una molteplicità di  competenze diverse. “Dobbiamo mettere in campo azioni intelligenti da diversificare sul territorio tra grandi, medi e piccoli Comuni. Gli ausiliari della sosta possono essere di aiuto – ha spiegato l’assessore partenopeo – ma chiediamo che intervengano non solo nelle aree in concessione della sosta a pagamento, quanto in tutta la generalità della sosta regolamentata, anche non a pagamento e nella sosta irregolare che costituisce intralcio e insicurezza alla mobilità stradale". Allo stesso tempo “la proposta di Anci è che gli ispettori del trasporto pubblico possano intervenire e sanzionare in tutte quelle situazioni lungo l'intero percorso delle linee di trasporto pubblico locale che rallentano o intralciano la mobilità e l’accesso al trasporto pubblico”, ha concluso Clemente. (gp)
 



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