Welfare - Incontro Anci- Tavolo nazionale Affido
[10-07-2018]

Venerdì 6 luglio ll presidente della Commissione welfare Edi Cicchi ha incontrato alcune rappresentanti del Tavolo nazionale Affido, che è il tavolo di lavoro delle associazioni nazionali e delle reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie. Nel corso dell’incontro, si è parlato del ruolo strategico dei Servizi Sociali anche con riferimento alle attività di vigilanza, assistenza e valutazione connesse ai percorsi di affidamento o adozione dei minori .
In particolare, le Associazioni hanno sottolineato l’importanza della nuova normativa sulla continuità degli affetti dei minori affidati, introdotta dalla legge n.173/2015, che è stata il frutto di un lungo dibattito degli ultimi anni.
Essa prevede la possibilità che un minore affidato, se dichiarato adottabile, possa essere adottato dagli affidatari se ne hanno i requisiti ed afferma il diritto alla continuità “delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento” anche nei casi in cui egli “fa ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad un’altra famiglia o sia adottato da altra famiglia”.
La legge prevede anche il riconoscimento del ruolo degli affidatari, che i giudici minorili debbono necessariamente convocare, pena la nullità del provvedimento, prima di decidere sul futuro dei minori da loro accolti. Si tratta di una legge assolutamente positiva ma che, nella sua attuazione, presenta ancora alcune criticità da risolvere.
In merito la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza ha recentemente predisposto un documento di studio - ai cui lavori ha partecipato anche l’Anci - con il contributo del Tavolo nazionale  Affido
. Anche il Tavolo, con la collaborazione del Coordinamento nazionale Servizi Affido, ha assunto iniziative al riguardo, documentate sul sito www.tavolonazionaleaffido.it.
Rispetto alla continuità affettiva introdotta dalla norma, il legislatore, ha chiamato necessariamente in causa in prima linea i Comuni con i loro servizi sociali.
“Tale carico di responsabilità e di impegno previsto nella nuova norma si concilia purtroppo con difficoltà in relazione al carico di lavoro e alle scarse risorse destinate ai servizi sociali (in termini economici e di personale dedicato)” - ha sottolineato la Presidente Cicchi – rilevando la necessità che per far fronte alle nuove sfide, richiamate anche nelle Raccomandazioni del citato documento elaborato dalla Garante, sia necessaria la previsione di investimenti economici destinati agli Enti locali finalizzati alla dotazione, formazione e qualificazione del personale specializzato e dedicato in maniera specifica a tale importante attività”.
L’Anci, in collaborazione con il Tavolo nazionale Affido (le cui rappresentanti saranno invitate alla prossima riunione della Commissione Welfare per un approfondimento specifico sulla legge n. 173/2015) si è impegnata a svolgere un’attività di sensibilizzazione presso i Comuni con l’intento di stimolare comportamenti virtuosi e prassi uniformi su questo tema così delicato.




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