Libri - Avvistamenti. Ma mi faccia il piacere
[12-01-2018]

A chi non capita di soffermarsi la sera, tardi, su uno dei tanti film di Toto’ programmati da qualche TV privata, e rivederlo per la centesima volta? Bene, ecco un’occasione per riflettere meglio sulla biografia e l’opera di questo straordinario attore, probabilmente il nostro maggior comico del secolo scorso, insieme a Alberto Sordi (ma ancor più “universale”). La mostra si chiama “Totò genio”, dal 20/10/2017 - 18/02/2018 al Museo di Roma in Trastevere. Attraverso documenti personali, cimeli, lettere, disegni, costumi, fotografie, installazioni e testimonianze, la mostra propone un viaggio indietro nel tempo raccontando la vita, le passioni e gli amori di Totò a cinquant’anni dalla sua scomparsa. Come leggiamo nel comunicato “Fu un artista a tutto tondo, una figura poliedrica, non solo attore di cinema e teatro, ma poeta e autore di canzoni indimenticabili. Il principe de Curtis era molto affezionato ai suoi scritti, che probabilmente considerava lo specchio più autentico della sua anima malinconica e notturna: Non c’è nessuna discrepanza - diceva – tra la mia professione (che adoro) e il fatto che io componga canzoni e butti giù qualche verso pieno di malinconia. Sono napoletano e i napoletani sono bravissimi nel passare dal riso al pianto”. All’interno della mostra ritroviamo i disegni realizzati da Pier Paolo Pasolini per la Terra vista dalla luna, episodio del film Le streghe interpretato da Totò, i disegni di Federico Fellini, che in lui vedeva un artista senza tempo, fino ad arrivare a quelli realizzati negli anni ’50 da Ettore Scola per la rivista satirica Marc’Aurelio, i disegni realizzati da fumettisti celebri come Crepax, Pratt, Manara, Onorato e Pazienza, una serie di fotografie che ritraggono Totò insieme ai grandi personaggi del Novecento e una poesia scritta da Paolo Conte e dedicata al grande interprete napoletano. Un’ampia sezione della mostra è dedicata al suo rapporto con il cinema, che lo ha visto protagonista di 97 film, e ripercorre la sua lunga carriera attraverso i manifesti e le fotobuste che lo hanno reso celebre al grande pubblico. Non mancano infine le sue poesie, come la celebre ‘A livella e le sue canzoni, come Malafemmena, composta da Totò nel 1951 e poi declinata in centinaia di versioni. Chiude la mostra la sezione Nessuno mi ricorderà, dedicata ai suoi funerali, che furono tre, il primo a Roma, il secondo a Napoli e il terzo nel Rione Sanità a Napoli, in cui era nato. Attraverso fotografie, filmati storici provenienti dall’Archivio Luce e dalla Rai, giornali e ricordi, viene raccontato il meraviglioso addio che Napoli ha rivolto al suo più grande artista.
Concludo solo ricordando Totò marionetta dentro una discarica (in “Che cosa sono le nuvole” di Pasolini) che guarda il cielo e dice con un tono malinconico: “Ah, meravigliosa, straziante bellezza del creato”. (flp)

 




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