#Protezione2016 - Biffoni: “Europa faccia la propria parte, Comuni pronti ad accogliere rafforzando modello Sprar”
[16-11-2016]

“Se il piano di riparto dei migranti, concordato e sottoscritto in Europa, partisse veramente ed in Italia si andasse alla graduale conversione del sistema di accoglienza verso il modello Sprar, considerando anche i 280 milioni di euro stanziati dal governo per il 2017, il nostro sistema sarebbe in grado di gestire al meglio il fenomeno immigrazione che è ormai strutturale”. Lo ha ribadito il sindaco di Prato e delegato Anci all’Immigrazione, Matteo Biffoni, durante la presentazione del terzo Rapporto sulla protezione internazionale in Italia illustrato oggi a Roma presso la Sala Conferenze della sede nazionale dell’Anci.
“Ormai i migranti forzati che arrivano in Italia sono un numero maggiore dei nostri stessi concittadini, non ha molto senso parlare di emergenza”, ha detto Biffoni riferendosi all’esplosione dei numeri dell’accoglienza negli ultimi tre anni. “Anche se per i sindaci le vere emergenze sono altre, è arrivato il momento di cambiare il nostro approccio ad un fenomeno che resterà stabile nel tempo”.
Ma per il delegato Anci all’Immigrazione i Comuni nell’affrontare questa sfida non partano da zero. “I dati ed il quadro della situazione presentati oggi ci servono per fare il quadro per politiche mirate sulle persone che arrivano e sui territori che accolgono”. Tutti elementi che confermano “l’urgenza di dare attuazione ad un sistema di accoglienza  organizzato, sostenibile e radicato sul territorio, per rispondere in modo efficace e proporzionato alla crescita della domanda di protezione internazionale nel nostro Paese”.
E’ il modello Sprar, “l’unico sistema – sottolinea Biffoni - che garantisce una gestione pienamente trasparente delle misure di accoglienza, una diffusione delle strutture che rispetti criteri di proporzionalità con la popolazione residente, e la costruzione di percorsi di condivisione con la cittadinanza e il mondo del terzo settore qualificato”.
Un percorso già avviato che per i “Comuni richiede uno sforzo che – ribadisce il sindaco di Prato – vorremmo fosse sostenuto dall’Europa chiamata a svolgere la propria parte, in attesa che la cooperazione internazionale porti i suoi frutti nei Paesi di partenza dei richiedenti asilo”.
“L’impegno dell’Anci – conclude Biffoni - ha permesso di fare un importante passo in avanti in questo senso con due atti concreti: l’attivazione della clausola di salvaguardia, inserita nella direttiva ministeriale dello scorso ottobre, che rende esenti i Comuni della rete Sprar, o che intendano aderirvi, dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza e il Piano di ripartizione nazionale, che ci auguriamo possa vedere la luce entro la fine dell’anno”. (gp) 



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