#Protezione2016 - Nicotra: “Lavoriamo ad un sistema stabile e sostenibile per territori, si punti al modello Sprar”
[16-11-2016]

“Dal 2014 come Anci abbiamo lavorato con il ministero dell’Interno ad una migliore distribuzione delle presenze dei migranti nelle diverse Regioni. Il nostro obiettivo ora è concorrere ad organizzare un sistema di accoglienza ed integrazione stabile e sostenibile, così da eliminare addensamenti in alcuni Comuni ed assicurando il controllo della distribuzione delle presenze”. Lo ha evidenziato il segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra intervenendo alla presentazione del Terzo Rapporto sulla protezione internazionale in Italia in corso di svolgimento  oggi a Roma presso la sede nazionale dell’Anci.
“In un arco di tempo ragionevole – ha proseguito il segretario Anci – puntiamo a passare da una gestione emergenziale del fenomeno migratorio, tutta imperniata sul canale prefettizio di accoglienza, ad un sistema strutturato che punti sul ruolo dei Comuni e sul modello dello Sprar. Un modello che ha il vantaggio di puntare tutto sulla programmazione dei Comuni condivisa con il mondo associativo per favorire un’integrazione reale degli immigrati”.
In questo senso Nicotra ha ricordato come l’Associazione si sia impegnata a fondo per rafforzare tale modello, cambiando con il Viminale  “le regole di accesso al sistema, con un nuovo bando pubblicato ad agosto che introduce una sorta di ‘accreditamento permanente’, favorendo così la progettazione dei Comuni, svincolati da scadenze per partecipare ai bandi”.
Un’altra tappa importante in questo percorso è arrivata poi con la direttiva dell’11 ottobre scorso con cui il ministero dell’Interno ha riconosciuto ai Comuni la cosiddetta ‘clausola di salvaguardia’. “I Comuni che hanno già attivi progetti Sprar – ha spiegato – sono salvaguardati dall’attribuzione di presenze da altri sistemi di accoglienza. Si tratta di un criterio indicativo che certo – ha aggiunto – non significa l’automatico passaggio ad un nuovo sistema, ma che offre un parametro preciso per un’accoglienza che superi la gestione emergenziale e dia risposte al disagio espresso da molte comunità”.
“In questa direzione – ha ricordato - per supportare i Comuni che volontariamente scelgono di aderire alla rete abbiamo proposto, tra gli emendamenti alla Legge di bilancio, la possibilità di non calcolare le spese per il personale impegnato nei progetti Sprar ai fini della valutazione dei tetti di spesa e di assunzioni di personale”. (gp)



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