Decaro incontra il governo: “Registriamo disponibilità ma senza atti che ripristinino i fondi, non torniamo ai tavoli”
[05-10-2018]
Periferie

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“Ancora una volta la disponibilità a risolvere il problema, assicurata a parole dal governo, non trova riscontro nei fatti. Ma è arrivato il momento di concretizzare l’impegno. I fondi per le periferie devono essere restituiti”. Lo dichiara il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, al termine dell’incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e i viceministri all’Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia, al quale ha partecipato con il vicepresidente vicario dell’associazione, Roberto Pella.
“Durante l’incontro – riferisce Decaro uscendo da Palazzo Chigi - abbiamo registrato disponibilità. Tanto che abbiamo discusso della possibilità di finanziare anche quei Comuni che non hanno partecipato al bando periferie ma hanno comunque bisogno di investire nelle zone in cui si concentra un maggior rischio per la sicurezza e la qualità della vita dei residenti. Adesso però le parole non bastano più. Noi aspetteremo fino al 18 ottobre, data in cui confidiamo di avere una risposta formale che consenta ai Comuni di continuare con i lavori programmati. Fino ad allora  resta la rottura delle relazioni istituzionali: non partecipiamo alle riunioni della conferenza unificata né della Stato Città. Una rottura che ci costa ma che è inevitabile senza un atto concreto: un’intesa in Unificata o una norma all’interno di un decreto legge, che restituisca ai Comuni quelle risorse”.
La riunione con il governo ha riguardato anche la prossima manovra economica. “Abbiamo chiesto il ristoro ai Comuni del taglio applicato nel passato ai trasferimenti e che adesso è scaduto, 560 milioni di euro in più dal prossimo anno, e il contributo compensativo del passaggio dall’Imu alla Tasi che ammonta a 300 milioni”, conclude Decaro. Il vicepresidente Pella ha evidenziato agli esponenti dell’esecutivo la necessità di semplificare le procedure amministrative e contabili per i piccoli Comuni. “Non ha senso imporre lo stesso iter a strutture non paragonabili, per risorse economiche e umane, come il Comune di una metropoli e quello di un paesino”.



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