Coro unanime dell’associazione dei sindaci: “Bloccare i fondi un grave errore da correggere”
[05-09-2018]
Bando Periferie

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“Il governo ritorni sui suoi passi e attui i patti firmati!”, “i sindaci alzeranno al massimo il livello di mobilitazione” “non si abbandonino le città né la loro parte più fragile: le periferie”. Il grido di allarme dei sindaci, corale, testimonia un’urgenza. Sia di quanti, insieme al presidente dell’Anci, Antonio Decaro, hanno partecipato all’audizione davanti alle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, riunite, rappresentando 96 amministratori responsabili dei progetti del Bando, sia di tanti altri che lanciano appelli e scrivono note. Tutti in difesa delle risorse destinate alle periferie nel 2017 e “sospese” con il decreto Milleproroghe (il cui iter di approvazione è in corso) ad agosto scorso.
La norma, passata con un emendamento in Senato, differisce al 2020 l’efficacia delle convenzioni sottoscritte dalla presidenza del Consiglio dei ministri con 96 sindaci di capoluoghi (87) e Città metropolitane (9) per un investimento complessivo di un miliardo e 600 milioni. Una scelta ritenuta “illegittima sul piano formale e irragionevole sotto quello sostanziale” dai sindaci. “Abbiamo firmato le convenzioni, abbiamo messo i soldi a bilancio e i cittadini adesso aspettano” ha rilevato Massimo Castelli sindaco di Cerignale e coordinatore di Anci Piccoli Comuni. “Le città crescono se crescono le periferie” gli ha fatto eco il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, in accordo con quanto dichiarato dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Milano Pierfrancesco Maran che parla di decisione “insensata” proprio perché clamorosamente in danno delle aree “più sensibili” di ogni città.
Un “brusco stop” secondo Fulvio Centoz sindaco di Aosta, che ha definito la scelta del Governo Conte “miope, ottusa e gravemente pregiudizievole dell’interesse pubblico.”
La decisione rileva anche sotto il profilo contabile. Molti Comuni “hanno già anticipato somme con l’intento di recuperarle con il Bando Periferie e rischiano ora un forte indebitamento e uno squilibrio nel proprio bilancio” è il commento amaro del dindaco di Fiumicino, Esterino Montino che riferendosi al Bando parla di “opportunità che sta diventando tragedia finanziaria per i Comuni”.
“Il Bando è una occasione importante soprattutto per le città medie”, ha sottolineato il sindaco di Pavia Massimo Depaoli dove “è stato messo in moto un meccanismo di rigenerazione urbana che coinvolge non solo il Comune ma anche gli altri attori come Università e Istituti di Cura. Senza le città rimarranno ferme e inerti ancora per troppi anni”.
Per questo, i primi cittadini pretendono "i soldi dal Governo, come da convenzione firmata nella precedente legislatura - ha ribadito in una nota il sindaco di Biella Marco Cavicchioli - e non a partire dal 2020, come vorrebbe la norma del decreto milleproroghe già approvata al Senato".
“Nelle periferie delle città si gioca una partita decisiva per il Paese – ha infine sottolineato il presidente del Consiglio Nazionale dell’Anci Enzo Bianco –.L’urbanizzazione di massa ha fatto sì che in questi anni miglia e miglia di persone vivano nelle periferie e la possibilità di interventi seri per migliorare la qualità della vita” è urgente per questo “l’Anci farà battaglia” affinché “la Camera recuperi a un clamoroso errore”.
Intanto nei Comuni cominciano ad organizzarsi iniziative, per portare a conoscenza dei cittadini le ripercussioni che il blocco del piano periferie potrebbe portare sul territorio. 
 
Il 10 settembre a Sassari e Bologna si terranno due iniziative pubbliche. Nel capoluogo sardo il sindaco Nicola Sanna, che è anche presidente della Consulta Anci delle Città medie, incontrerà i cittadini di Sassari per spiegare loro le opportunità per la città che rischiano di saltare qualora nel milleproroghe restasse il congelamento dei fondi.  
Il sindaco di Bologna Virginio Merola ha invece deciso di convocare direttamente i parlamentari eletti a Bologna, per illustrare loro i progetti esecutivi del valore di circa 18 milioni di euro, soldi (e opere) che rischiano di rimanere senza un posto in bilancio.
L'11 settembre sarà invece la volta di Anci Toscana che, dopo la lettera inviata ai parlamentari della regione, organizza (a partire dalle ore 10 presso presso la sede fiorentina dell'associazione) un dibattito tra i sindaci dei Comuni coinvolti dal bando periferie (Prato, Firenze, Massa, Carrara, Pistoia, Pisa, Livorno, Lucca, Arezzo, Siena e Grosseto), per fare il punto sulla situazione e sulle azioni da intraprendere per cambiare il testo della norma contenuta nel Milleproroghe.
 
Guarda i commenti e le video dichiarazioni di: Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale Anci; Davide Galimberti, sindaco di Varese; Pierfrancesco Maràn, assessore all’urbanistica Comune di Milano; Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria; Massimo Depaoli, sindaco di Pavia; Esterino Montino, sindaco di Fiumicino; Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e Coordinatore nazionale dei piccoli Comuni; Andrea Gnassi, sindaco di Rimini; Matteo Ricci, sindaco di Pesaro; Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia; Valeria Mancinelli, sindaca di Ancona; Romano Carancini, sindaco di Macerata; Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo; Marco Alessandrini, sindaco di Pescara; Antonio Battista, sindaco di Campobasso; Salvatore Pogliese, sindaco di Catania; Andrea Soddu, sindaco di Nuoro; Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro; Gianluca Callipo (Anci Calabria); Alberto Avetta (Anci Piemonte); Michele de Pascale (Anci Emilia Romagna); Domenico Tuccillo (Anci Campania), Maurizio Mangialardi (Anci Marche): Filippo Nogarin, vicepresidente Anci e sindaco di Livorno. 

 

 

 

 

 

 

 




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