Fondi Ue - Decaro: “Risorse stabili e più fondi contro lo spopolamento”
[04-10-2018]

Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ha partecipato alla riunione del tavolo di coordinamento sul nuovo bilancio Ue e la riforma della politica di coesione post 2020, presieduto dalla ministra per il Sud Barbara Lezzi a Palazzo Chigi. La ministra ha illustrato lo stato del negoziato con Commissione e Parlamento UE sulle proposte di nuovi regolamenti dei fondi di investimento europei (SIE), manifestando l'intenzione di definire una procedura strutturata di consultazione (politica e tecnica) con Regioni ed enti locali, al fine di assicurare "un'efficace partecipazione dell'Italia al negoziato in sede Ue”. 
"Apprezziamo la scelta di ricondurre sotto un unico regolamento comune la disciplina di tutti i fondi - ha sostenuto Decaro a nome dei sindaci - anche se non condividiamo la scelta della Commissione di separare il fondo per lo sviluppo rurale. Gli interventi rivolti a Comuni e aree rurali o interne dovrebbero essere ricompresi con coerenza nelle strategie complessive di sviluppo locale che si danno i territori, lo sviluppo rurale non può essere considerato come intervento a se stante. Valida anche la scelta di ridurre da 11 a 5 gli assi strategici concentrando in un solo obiettivo la dimensione territoriale della politica di coesione. Pensiamo di poter continuare a gestire le politiche legate ai fondi europei che hanno risvolti diretti sui Comuni: quelle avviate con l’Agenda urbana sostenibile (Pon metro e assi urbani per le città medie) e la Strategia nazionale per le aree interne".
Con riguardo alle proposte consegnate alla ministra, il Presidente Decaro ha ribadito di voler chiedere "maggiore flessibilità per evitare il de-finanziamento degli investimenti programmati:  dare la possibilità a chi spende di più di assorbire quel che altri enti, che hanno avuto difficoltà, non hanno speso. Inoltre, anche apprezzando l’aumento della risorse Fesr per gli interventi di sviluppo urbano sostenibile dal 5% al 6%,- ha concluso Decaro - la quota dovrebbe essere portata al 10 e una riserva, di almeno  il 4%, dovrebbe essere destinata a finanziare gli interventi che contrastino lo spopolamento delle aree interne”. 



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