Manifestazioni dal vivo - Gnassi (Anci): “Serve chiarezza sulle spese di polizia municipale a carico del privato che organizza”
[30-05-2018]
“Noi sindaci non possiamo permettere che si mettano a rischio decine di migliaia di manifestazioni dalla Sicilia alle Alpi”

“Con l’approssimarsi della stagione estiva diventa di urgente attualità l’applicazione delle disposizioni relative alle spese del personale di polizia municipale impiegato nei servizi di sicurezza e controllo della circolazione stradale in occasione di eventi privati. L’Anci chiede certezze e chiarezza di regole in un settore assai delicato”. E’ quanto dichiara il sindaco di Rimini e delegato al Turismo dell’Anci, Andrea Gnassi.
“La norma – spiega Gnassi – ha stabilito che le spese in questione sono poste a carico dei soggetti privati organizzatori o promotori degli eventi e il nuovo contratto collettivo del personale degli enti locali, entrato in vigore la scorsa settimana, ha recepito i profili contrattuali della materia. Questa previsione – continua il sindaco di Rimini– sta destando preoccupazione sia nelle amministrazioni che nelle associazioni del territorio: è necessario fare quanto prima chiarezza sui confini applicativi della nuova disciplina, che presenta rilevanti incertezze interpretative e che sembra interessare tutte le tipologie di eventi organizzati o promossi da privati, dalle corse amatoriali alle grandi manifestazioni sportive o concerti”.
Per il sindaco di Rimini “il rischio è che vengano adottati comportamenti difformi, con possibili implicazioni anche in termini di responsabilità amministrativo-contabile, nonché l’impossibilità di svolgimento di iniziative locali”. Per questa ragione l’Anci ha richiesto e ottenuto l’attivazione di un tavolo di confronto in conferenza Stato-Città, al quale sono stati convocati gli uffici della Ragioneria generale, del ministero dell’Interno, e della Funzione pubblica. 
“Richiamiamo l’urgenza – rimarca ancora Gnassi – che le amministrazioni competenti diano un indirizzo chiaro ai Comuni nell’applicazione della norma che sembra fissare qualche punto fermo che richiede precisa statuizione in un atto formale: si pensi  alla  natura giuridica privata  del soggetto organizzatore o promotore, che potrebbe escludere dall’ambito della norma tutti i soggetti che godono a vario titolo di contributi pubblici, così come la natura dell’evento avente fini lucrativi e promosso con un contributo esterno pubblico. Il rischio vero, tangibile, e che mi è stato già rappresentato da più parti e più voci, è che questa quadro d’incertezza e questi comportamenti difformi penalizzino esclusivamente gli organizzatori di eventi, sagre, manifestazioni popolari e della tradizione che già si caricano delle spese vive dell’evento, spesso facendo affidamento sul solo entusiasmo e sulla voglia di partecipazione. Non possiamo permettere che saltino o rischino di saltare decine di migliaia di iniziative, che caratterizzano l’attrattività e il tessuto identitario del nostro Paese, il calore e l’accoglienza italiana dalle Sicilia alle Alpi, dai piccoli borghi ai grandi contesti metropolitani. Noi sindaci non possiamo da una parte chiedere e incentivare il protagonismo dei privati e dall’altra penalizzarli mettendo a loro carico eccessivi costi. Le autorità competenti devono fare chiarezza”. 
L’Anci intende inoltre avviare, ai fini di una omogeneità di trattamento, una serie di accordi quadro con le rappresentanze dei soggetti organizzatori di iniziative sportive, culturali e di spettacolo e con le rappresentanze dei soggetti di natura commerciale che operano nel settore.

 



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