Sindaci e legge bilancio - Da Ascoli a Cuneo e Baceno: "Basta riduzioni di spesa, rischi per i servizi anche nelle città meglio gestite"
[13-11-2017]

“La legge di bilancio uscita dal Consiglio dei ministri merita sette sul piano degli investimenti e quattro su quello della spesa corrente perché il 2018, in assenza di correttivi, rischia di ridurre le disponibilità dei nostri bilanci di un miliardo: 600 milioni per il rinnovo contrattuale dei dipendenti e 350 per quanto riguarda l’aumento dell’obbligo di accantonamento per crediti deteriorati. Non abbiamo, dopo undici miliardi di tagli, la possibilità di sostenere questa ulteriore riduzione di spesa , quindi auspichiamo che questo incontro con la presidente Boldrini possa essere il presagio di un rinnovato e più concreto impegno per la spesa corrente dei Comuni, che non è spesa improduttiva, ma spesa per servizi e qualità della vita della nostra gente”. Lo afferma  il sindaco di Ascoli piceno e delegato Anci alla finanza locale, Guido Castelli, che lancia il suo appello dall’aula della Camera dove oggi la presidente Boldrini ha accolto circa 600 sindaci, anche in vista dell’approvazione della legge di bilancio.
Alle parole di Castelli seguono quelle del sindaco di Cuneo, Federico Borgna: “Amministro una città storicamente ben gestita. Eppure, sebbene sia finita la stagione dei tagli lineari, le nuove regole di bilancio ci costringono a rimanere ingessati sul fronte della spesa corrente. Da sindaco ho sempre voluto e ottenuto il mantenimento dei livelli dei servizi sociali sul territorio che amministro, ma dal prossimo anno rischiamo di essere costretti al taglio. Per questo è determinante – conclude Borgna – che nella legge di bilancio si tenga conto dell’appello fatto dall’Anci per non bloccare la spesa corrente ed evitare quindi i tagli sulla pelle viva dei cittadini”.
“Per i piccoli Comuni – aggiunge Stefano Costa, sindaco di Baceno e presidente della provincia del Verbano Cusio Ossola - è praticamente impossibile, con le attuali regole, dare nuovo impulso al ciclo economico. Eppure abbiamo a disposizione risorse pronte, rese però inservibili  da vincoli di bilancio ancora troppo stringenti. Abbiamo registrato le aperture del governo, anche oggi alla Camera, ma serve qualcosa di più concreto”.  



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