Politiche coesione - Bianco: "Italia più forte in Europa, fondi non siano tagliati"
[20-04-2017]

“L’Italia fa squadra e porta avanti un’azione coordinata in Europa, che la rende più forte. E’ questo ciò che maggiormente abbiamo apprezzato nella decisione del governo di riunire oggi l’Anci, le Regioni e le parti sociali per impostare una linea condivisa sul tema delle politiche di coesione”. Lo afferma il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco, che oggi ha guidato le delegazione dell’Associazione nell’incontro con il ministro De Vincenti. Con Bianco, che è anche capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni, anche la capo delegazione Anci, Micaela Fanelli.
“Concordiamo con il governo – spiega Bianco – rispetto alle direttrici principali sulle quali dovrà muoversi l’azione dell’Italia in Europa, a partire dall’importanza delle politiche di coesione per lo sviluppo, la crescita e l’armonizzazione dell’Unione europea: per questo chiederemo insieme che i fondi destinati alla coesione non subiscano tagli nel prossimo ciclo. Ma pretenderemo anche, tutti insieme, che i Paesi dell’Unione rispettino pienamente i principi sui quali si fonda l’Europa, a partire dai diritti dei migranti: chi usufruisce delle risorse Ue non può poi sottrarsi rispetto al dovere di garantirne l’accoglienza”.
“L’Italia – aggiunge Fanelli – deve mettersi con forza alla testa di quei Paesi che supportano con forza le politiche di coesione e il principio che le ispira, ovvero quello di un’Europa giusta e solidale. Abbiamo concordato con il governo anche sulla necessità di un fermo rispetto delle regole per l’utilizzo dei fondi coesione, ma ribadiremo che vanno al contempo escluse le ancora troppe rigidità connesse al Patto di stabilità, che minano lo sviluppo. Il rispetto infine dei diritti dei migranti all’accoglienza, da parte di tutti i Paesi, è un nostro cavallo di battaglia che – ne siamo soddisfatti – anche il governo ha voluto adottare”.
Infine, le delegazione dell’Anci ha sottoposto al governo un’ulteriore sollecitazione: “Occorre – spiega Bianco – una campagna di comunicazione che risollevi la reputazione dei fondi coesione: si parla solo di cose negative, vere o meno vere, quando di mezzo di sono fondi strutturali. Ma ci si dimentica troppo spesso che proprio grazie a quei fondi, invece, migliaia di progetti e importanti realizzazioni sono stati resi possibili, soprattutto al Sud”.
“Le sperimentazioni italiane su agenda urbana e aree interne  - chiosa Fanelli - possono fare da scuola all’Europa intera, come esempio virtuoso dei Comuni come principali attori delle politiche di sviluppo sui territori”. 



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