Onnicomprensività del trattamento economico: Corte dei Conti Sicilia - sentenza 26 marzo 2007 n. 801
[27-04-2007]

La Corte dei Conti, sez. giur. Regione Sicilia, con sentenza n. 801 del 2007, si è espressa in merito al principio di onnicomprensività del trattamento economico dei pubblici dipendenti.

Secondo la Corte “per i dipendenti pubblici vige, nel nostro ordinamento giuridico, il principio immanente di onnicomprensività del trattamento economico per cui non è possibile remunerare il dipendente con compensi extra-ordinem per compiti rientranti nelle mansioni dell’Ufficio ricoperto; conseguentemente alla luce di questo quadro normativo si evince, senza alcuna ombra di dubbio, che il pubblico dipendente, compreso quello in servizio nel territorio regionale, non può essere in alcun modo ricompensato extra-retribuzione per lo svolgimento di mansioni riguardanti l’Ufficio ricoperto e che allo stesso, salvo i casi espressamente previsti da apposite disposizioni, non possono essere conferiti incarichi libero-professionali”.

La ratio legislativa del divieto di conferire incarichi libero-professionali ai dipendenti pubblici, al di fuori delle ipotesi espressamente previste, discende dal principio di esclusività che li lega all’Ente datore di lavoro, e consiste nell’evitare commistioni di qualsiasi tipo tra interessi pubblici e privati che potrebbero minare il principio costituzionale di imparzialità dell’azione amministrativa; ciò è anche conseguenza della incompatibilità logica, prima che giuridica, tra lo svolgimento della libera professione ed il rapporto di pubblico impiego, tradizionalmente richiedente una esclusività della prestazione lavorativa in favore dell’amministrazione di appartenenza, non esigibile da chi svolge anche una libera professione.

Prosegue la Corte “Il conferimento degli incarichi libero-professionali retribuiti ai dipendenti pubblici e al di fuori di apposita previsione di legge costituisce danno erariale, in quanto avvenuto contra legem, non rilevando, in alcun modo, che l’ente locale avrebbe ottenuto un risparmio di spesa per non avere fatto ricorso a professionisti esterni, considerato che, prescindendo da ogni ulteriore circostanza, l’effettuazione di una spesa in violazione di chiara e puntuale normativa non può trovare alcuna giustificazione da parte di una pubblica amministrazione”.

In effetti, come già chiarito dal Consiglio di Stato, sezione V – sentenza 2 ottobre 2002 n. 5163, il principio di onnicomprensività non esclude che i dipendenti pubblici possano espletare incarichi retribuiti a titolo professionale dall'amministrazione, ove, però, ne ricorrano i presupposti legali e sempre che non costituiscano comunque espletamento di compiti d'istituto.

Su questa linea, dunque, si è mossa l’argomentazione della sentenza della Sezione Sicilia, dal momento che per gli incarichi affidati ai tecnici comunali non era stato in alcun modo dimostrato che esulavano dalle mansioni d’ufficio degli interessati, già coinvolti nella realizzazione dell’opera pubblica, così come che gli stessi non potevano essere svolti dall’ordinaria organizzazione burocratica dell’ente appaltante.

 

 

 




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