Fondo Nazionale di Pensione Complementare per i lavoratori dei comparti delle Regioni e delle Autonomie Locali e del Servizio Sanitario Nazionale: breve scheda di lettura
[17-05-2007]

Fondo Nazionale di Pensione Complementare per i lavoratori dei comparti delle Regioni e delle Autonomie Locali e del Servizio Sanitario Nazionale: breve scheda di lettura

 

Lo scorso 14 maggio è stata firmato il CCNL per l’"Istituzione del Fondo Nazionale di Pensione Complementare per i lavoratori dei comparti delle Regioni e delle Autonomie Locali e del Servizio Sanitario Nazionale".

Il fondo riguarda i lavoratori di due comparti, quello regioni-enti locali e quello sanità e provvederà all’erogazione di prestazioni pensionistiche complementari per vecchiaia o per anzianità.

 

I SOGGETTI INTERESSATI

I soggetti destinatari del fondo sono i lavoratori dipendenti dei due comparti contrattuali, cioè quello regioni ed autonomie locali e quello del servizio sanitario nazionale.

Nell'ambito degli enti locali sono da considerare compresi anche i dirigenti. Da sottolineare la scelta di interpretare in modo assai estensivo tale ambito; sono infatti compresi i dipendenti assunti con:

    • contratto a tempo indeterminato;
    • contratto part-time a tempo indeterminato;
    • contratto a tempo determinato, anche part-time, e ogni altra tipologia di rapporto di lavoro flessibile, secondo la disciplina legislativa e contrattuale vigente nel tempo, di durata pari o superiore a tre mesi continuativi.

Sono compresi in tale ambito anche i dipendenti delle regioni, degli enti locali e del servizio sanitario nazionale che siano collocati in aspettativa sindacale o che siano dipendenti delle organizzazioni sindacali. Sono inoltre compresi i segretari comunali e provinciali, nonché i dirigenti di tutti i ruoli del servizio sanitario nazionale. Per queste categorie occorre la adesione da definire in sede contrattuale.

Accanto a tali lavoratori sono individuati una serie assai ampia di lavoratori che possono utilizzare il Fondo: i dipendenti degli enti e delle organizzazioni regionali, quelli delle case di cura private, quello dipendente dalle strutture sanitarie gestite da religiosi, il personale già dipendente dell'ente locale ed esternalizzato a seguito della scelta di esternalizzazione della gestione di un servizio. Ed ancora possono essere destinatari del Fondo i dipendenti delle società private che gestiscono servizi socio sanitari, assistenziali ed educativi, se le organizzazioni sindacali firmano specifici accordi.

 

 

LA STRUTTURA


Il CCNL dà vita alla istituzione di uno specifico Fondo, a cui sono associati tanto i lavoratori che gli enti e le aziende. Il CCNL  prevede, infatti,  che siano associati:

§         i lavoratori che abbiano sottoscritto la domanda di adesione volontaria;

§         gli enti e le aziende dei comparti delle Regioni e delle Autonomie Locali e della Sanità, che abbiano alle loro dipendenze lavoratori associati al Fondo;

§         i percettori di prestazioni pensionistiche complementari a carico del Fondo, cioè i pensionati;

Vengono previsti una serie assai numerosa di organi, nei quali valgono rigorosamente i principi della parità dei rappresentanti tra dipendenti ed aziende e della alternanza alla guida.

Il primo organo è l'assemblea dei delegati. Essa sarà costituita da 60 rappresentanti, che saranno eletti non appena il Fondo avrà raggiunto la consistenza di 30.000 lavoratori aderenti. I rappresentanti sono eletti nel numero di 30 dai lavoratori e sono scelti nel numero di 30 tra i rappresentanti delle amministrazioni.

L'assemblea elegge i 18 componenti del consiglio di amministrazione. Anche in questo caso abbiamo 9 rappresentanti dei lavoratori e 9 delle amministrazioni: essi sono scelti sulla base di liste separate per i lavoratori e per le amministrazioni ed è stabilito il principio della incompatibilità con l'essere componenti della assemblea dei delegati. Nell'ambito del consiglio di amministrazione sono eletti, in modo da assicurare il principio della alternanza tra rappresentanti dei lavoratori e delle amministrazioni, il presidente ed il vice presidente.

E' inoltre previsto, con le stesse regole in vigore per la elezione del consiglio di amministrazione, il collegio dei revisori contabili, composto da 4 professionisti: il suo presidente è espresso dalla componente che non ha il presidente.
Lo statuto ed il regolamento elettorale saranno predisposti dalle parti entro i 4 mesi successivi alla stipula del contratto.

 

LE RISORSE

L'obbligo di contribuzione matura solo dopo che il lavoratore ha deciso la sua partecipazione al Fondo, il che comporta il versamento di una quota di iscrizione una tantum. Il contratto prevede le modalità con cui ciò avverrà, sottolineando la necessità che venga consegnata al dipendente, preventivamente, una specifica scheda informativa.

Le amministrazioni devono, in tal caso, concorrere con l'1% degli elementi utili per il calcolo del trattamento di fine rapporto (nel caso dei dipendenti degli enti locali si deve assumere come base l'articolo 49 delle code contrattuali) ed i dipendenti concorrono con un ulteriore 1%.

Per i primi due anni di gestione le parti concordano di riconoscere la quota aggiuntiva dell’ 1% per il primo anno e dello 0,50% per il secondo.

I lavoratori possono effettuare versamenti aggiuntivi, anche dopo la risoluzione del rapporto di lavoro. Tali voci possono ovviamente essere incrementati da successivi accordi contrattuali. E' previsto inoltre che l'Inpdap provveda alla contabilizzazione di ulteriori voci.

In caso di sospensione della prestazione lavorativa dovuta ad una delle cause espressamente previste dalle fonti legislative e contrattuali vigenti, cui sia comunque correlata la percezione di un trattamento economico anche se in misura ridotta, la contribuzione, sempre a condizione di pariteticità, è versata.

In caso di sospensione del rapporto di lavoro senza diritto alla corresponsione della retribuzione permane la condizione di associato, ma sono sospese le contribuzioni al Fondo.

In caso di sospensione della prestazione lavorativa, con fruizione anche parziale della retribuzione, permane la condizione di associato e l'obbligo di contribuzione.

Le Amministrazioni comunicano al lavoratore, tramite espressa indicazione sul cedolino dello stipendio, l'entità delle trattenute a suo carico.

In caso di cessazione prima del pensionamento è previsto che il lavoratore possa optare tra: il trasferimento della posizione ad altro Fondo o ad altre forme pensionistiche; il riscatto e la conservazione della posizione individuale. Il trasferimento ad altro Fondo non istituito tramite contrattazione può essere richiesto, entro i mesi di marzo o di settembre, dal lavoratore in servizio dopo che siano maturati almeno 3 anni di iscrizione, che nella fase iniziale sono portati a 5.

Il Fondo eroga, quando ne ricorrano i presupposti, prestazioni pensionistiche complementari per vecchiaia o per anzianità.

Il diritto alla prestazione pensionistica per vecchiaia si consegue al compimento dell'età pensionabile stabilita nel regime pensionistico obbligatorio ed avendo maturato almeno cinque anni di contribuzione.

Il diritto alla prestazione pensionistica per anzianità si consegue al compimento di un'età inferiore di non più di dieci anni a quella stabilita per la pensione di vecchiaia nel regime pensionistico obbligatorio ed avendo maturato almeno 15 anni di contribuzione al Fondo. In via transitoria, entro i primi 15 anni dalla autorizzazione all’esercizio dell’attività, tali  termini sono ridotti a 5 anni.

Il lavoratore associato che non abbia conseguito i requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche ha diritto a riscattare la propria posizione individuale maturata presso il Fondo.

In caso di morte è previsto il diritto al riscatto da parte degli eredi. Si consegue il diritto alla anticipazione decorsi otto anni di iscrizione.

 

Le risorse del Fondo sono affidate in gestione a soggetti abilitati.

Il consiglio di amministrazione, oltre a scegliere tale soggetto, deve optare tra la previsione di un unico tasso di rendimento ovvero quella di prevedere anche un tasso più elevato accompagnato da rischi più elevati. Questa scelta potrà essere compiuta dopo il primo esercizio successivo alla istituzione del Fondo.

Il contratto detta le regole per il finanziamento delle spese di funzionamento;  per i costi di avvio provvede l'Inpdap con un contributo di euro 2.75 per ogni dipendente del comparto, sulla base delle previsioni dettate dalla legge finanziaria 2007.

 

 

Si rammenta agli Enti che affinché il Fondo inizi ad operare, secondo quanto previsto dal CCNL istitutivo, i contenuti dello stesso dovranno essere recepiti nello Statuto dell'istituendo Fondo, Statuto che ne disciplinerà nel dettaglio la struttura e le modalità di funzionamento.




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