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Fabrizio Matteucci
la parola ai sindaci
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Fabrizio Matteucci
Sindaco di Ravenna
“Avanti con riforme, fondamentale che l’Imu rimanga a territorio e che riformi il patto di stabilità. Rispondendo all’appello dell’Anci, ci gemelleremo con Ferrara e lavoreremo in particolare ad un piano d’azione relativo ai danni subiti dal patrimonio artistico”

di Alessandro Malafronte

 

“A partire dal 2013 l’Imu rimanga per intero ai comuni” ed ancora “è vitale riformare il patto di stabilità”. Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna, espone le sue prerogative in merito alle normative che interessano principalmente il comparto dei comuni. Per il primo cittadino ravennate la ripresa dell’economia locale passerà per due importanti opportunità per il territorio costituite “da due progetti molto importanti, la candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura e la riqualificazione della Darsena di città, l’antico quartiere portuale”.

Sindaco l’Anci, nel rapporto con il Governo, sta insistendo sui tre tipi di autonomia, fiscale, patrimoniale, normativa. Ritiene plausibile il raggiungimento di questi obiettivi entro la fine di questa legislatura?

“Non mi sento in grado di fare previsioni, mi limito ad esprimere un auspicio che è appunto quello che la trattativa fra Anci e Governo raggiunga al più presto questi obiettivi che ritengo prioritari per ridare ai comuni quel ruolo di motori dello sviluppo economico e sociale che le varie Finanziarie del Governo hanno mortificato”.

Capitolo Imu, dal 2013 dovrebbe tornare per intero ai  comuni, in cambio dello stop dei trasferimenti statali. Quale la sua opinione?

“L’ho detto di recente, in occasione dell’assemblea di Confindustria di Ravenna che si è svolta il 29 giugno alla presenza del Ministro per lo Sviluppo Corrado Passera: mi aspetto che a partire dal prossimo anno tutta l’Imu possa restare ai Comuni. E’ importante, sempre  nell’ambito di un discorso di autonomia fiscale e finanziaria, che il gettito di un’imposta locale rimanga al territorio per essere investita in servizi”.

Patto stabilità, che idea si è fatto? Quanto è importante prevedere una modifica?

“L’idea che mi sono fatto si basa sull’esperienza quotidiana. Quanto è importante prevedere una modifica del patto di stabilità? E’ importantissimo, direi  vitale. Il comune di Ravenna, come tutti gli altri enti locali, si trova in una situazione difficilissima  a causa del patto di stabilità. Non riusciamo più ad effettuare gli investimenti adeguati e, allo stesso tempo, non riusciamo  a rispettare i tempi di pagamento nei confronti delle imprese che hanno effettuato  i lavori. Questo meccanismo crea una situazione di forte disagio economico e sociale. Le opere pubbliche realizzate dai comuni  hanno ricadute positive su tutta la comunità, perchè rimettono in moto l’economia, fanno lavorare le aziende del territorio e aiutano le famiglie. In un momento di crisi come quello attuale  è necessario favorire tutti gli investimenti e il tema dei tempi di autorizzazione e delle procedure spesso troppo complicate e viziate da adempimenti inutili è un problema vero con il  quale le imprese, ma anche le pubbliche amministrazioni devono fare i conti quotidianamente. I comuni vogliono contribuire allo sviluppo del Paese. Questo è possibile solo allentando i vincoli del patto di stabilità”.

Federalismo, ci sono ancora margini per arrivare ad una definitiva approvazione o ritiene che la riforma federale appartenga ad una stagione politica ormai superata? “Anche in questo caso, mi risulta difficile fare previsioni. Non ritengo  comunque che la riforma federale sia superata. La  trattativa avviata dall’Anci con il Governo sull’autonomia potrebbe essere un modo per porre di nuovo al centro dell’attenzione e avviare questa riforma”.

Quali le iniziative che Ravenna ha messo in campo per aiutare le popolazioni vicine colpite dal terribile terremoto?

“La comunità ravennate ha aderito con slancio alle iniziative di solidarietà nei confronti dei cittadini emiliani colpiti dal sisma. Albergatori e privati cittadini hanno ospitato a loro spese decine di persone. Sono stati aperti conti correnti e organizzate spedizioni di materiale, spettacoli e iniziative sportive per la raccolta di fondi. Il comune, in collaborazione con l’associazione di volontariato Mistral, ha raccolto svariati quintali di  beni di prima necessità che sono stati portati nei campi di accoglienza di  Bomporto e Concordia sulla Secchia. Moltissimi cittadini hanno dimostrato sensibilità e solidarietà nei confronti delle popolazioni terremotate conferendo notevoli quantità di beni, da quelli alimentari come pasta, scatolame e acqua, a quelli per l’igiene personale e per la pulizia in genere. Il materiale è stato portato  a destinazione da un  camionista di Lavezzola, Franco Leoni,  che si è offerto spontaneamente di svolgere gratuitamente il servizio di trasporto e consegna con il proprio mezzo. Ravenna collaborerà anche alla fase della ricostruzione. Rispondendo all’appello dell’Anci e della Regione Emilia Romagna affinché i Comuni non colpiti adottino ciascuno un altro Comune, d’intesa con la Provincia di Ravenna ci gemelleremo con Ferrara e lavoreremo in particolare ad un piano d’azione relativo ai danni subiti dal patrimonio artistico”.

Quali invece i principali obiettivi che la sua amministrazione si propone per Ravenna nel prossimo periodo?

“Mettere in campo iniziative per uscire dalla crisi economica è certamente il nostro principale obiettivo. Ritengo che ci siano importanti opportunità per il nostro territorio costituite  da due progetti molto importanti: la candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura e la riqualificazione della Darsena di città, l’antico quartiere portuale. Rimango convinto che per il decollo di quest’area  sia  necessaria la ricerca di grandi investitori. È totale il nesso fra nuova Darsena e dossier di candidatura a Capitale Europea della Cultura. Ravenna 2019 è un obiettivo di tutta la città: io voglio unire e impegnare tutte le energie di Ravenna per questo traguardo  straordinario che è alla nostra portata”.  

 

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