“L’iniziativa di oggi è per la montagna italiana l’iniziativa della ripartenza. Ci lasciamo alle spalle i momenti più complicati vissuti in passato, dove sembrava non ci fossero più prospettive e anche la capacità di reggere l’onda d’urto dell’art. 16 della manovra estiva ci fa dire che possiamo ri-iniziare”. Così Enrico Borghi, Presidente della Commissione Montagna dell’Anci nel suo intervento alla Prima Conferenza Programmatica Anci della Montagna in corso di svolgimento a Roma presso la Sala Conferenze di Piazza Montecitorio.
“Contemporaneamente allo sforzo che si deve compiere per un vero riassetto istituzionale - ha detto Borghi - per noi la vera mission è l’art. 44 della Costituzione e se la prospettiva è quella delle Unioni dei Comuni montani è importante dare attualità a questo articolo”.
Per il Presidente della Commissione Montagna dell’Anci, “stiamo dentro un salto d’epoca. La crisi finanziaria è una dimensione che può produrre nuove ondate di pensiero e noi della montagna dobbiamo strutturare il nostro. Dobbiamo cogliere le opportunità offerte con la definizione di un’azione politica che lasci alle spalle il modello keynesiano finora dominante”.
“Oggi la sfida sta nella capacità di sfruttare le limitate risorse della montagna - ha sottolineato Borghi - che di fatto è serbatoio della green economy e della nuova economia del Paese. Per farlo - ha detto - è necessario stabilire quale è la nuova governante dei beni della collettività. Aria, acqua, suolo non possono però essere gestiti con logiche finanziarie vecchie, le stesse che hanno prodotto la crisi di oggi. I beni comuni della montagna sono oggi i pilastri della nuova vita associata e la loro gestione intelligente può impedire il collasso sociale”.
Anche per Mauro Guerra occorre “partire dallo sviluppo, perché dai territori della montagna può venire un contributo essenziale per il rilancio e la ripresa del Paese”. Per Borghi “La politica è responsabile di tutto ciò” e proprio per questo motivo, si augura “che la giornata di oggi sia un momento di riflessione per colmare le lacune rispetto a tanti temi che riguardano lo sviluppo rurale, le politiche per l’Ue, il nuovo welfare, l’energia e, infine, il turismo che come emerge dai dati della ricerca realizzata da Ifel rappresenta uno dei serbatoi dell’economia dei territori di montagna”.
Per il Coordinatore nazionale della Consulta piccoli Mauro Guerra Comuni Anci “le aree montane custodiscono un patrimonio ambientale e paesaggistico di risorse straordinario che potrà essere utile al Paese a patto però che non venga abbandonato e sottostimato”. Questo l’invito rivolto oggi al Governo, “di farsi carico di un impegno che veda al centro dell’agenda politica il rilancio e lo sviluppo della montagna che ricopre una vasta area geografica del nostro Paese.
L’Italia – ha aggiunto Guerra - è fatta di aree montane e di territori con peculiarità diverse, non è una cartina geografica sulla quale si tracciano con la penna i confini amministrativi. Anche i processi di associazionismo e di gestione associata di funzioni – ha spiegato il Coordinatore dei piccoli Comuni - devono sapere quando c’è una montagna o una valle da attraversare, non basta ragionare strettamente di soglie demografiche da raggiungere, parlo – ha detto - dei piccoli Comuni e della obbligatorietà delle gestioni associate dei piccoli Comuni”.
E Guerra chiarisce: “con serietà e ragionevolezza occorre partire dai territori e dalla loro realtà e costruire modalità di gestione associata che siano in grado di semplificare e di razionalizzare la spesa, ma anche di garantire a quei territori e ai cittadini comunità, servizi e possibilità di sviluppo, altrimenti – ha concluso - il rischio che si corre è quello dello spopolamento e dell’abbandono con costi pesanti per tutto il Paese”. La Conferenza della Montagna proseguirà nel pomeriggio con il dibattito sulle nuove proposte di Politiche per la montagna e le conclusioni finali. (fdm/fr)