Scuola - Consiglio di Stato, spetta alle Province trasporto disabili scuole superiori
[03-04-2008]

Dopo la Corte dei Conti sezione Lombardia, ora anche il Consiglio di Stato è intervenuto sulla questione della individuazione del soggetto tenuto allo svolgimento dei compiti di assistenza e di trasporto scolastico dei disabili delle scuole superiori.

Dopo l’entrata in vigore del 112/98, che attribuisce alla Provincia i compiti di supporto organizzativo all’integrazione scolastica nelle scuole superiori, molte Province hanno rifiutato di accollarsi gli oneri e la questione è stata oggetto di numerosi approfondimenti in Conferenza Unificata, dove non si è trovata una soluzione univoca.

Negli ultimi anni sono comparse sentenze di entrambi i Tribunali favorevoli ai Comuni, (T.A.R Campania, Sezione di Salerno, T.A.R. Lombardia, Sezione di Brescia) che però hanno risolto solo le situazioni locali, senza comportare una assunzione di responsabilità generalizzata delle Province, tanto che l’ANCI ha richiesto che, tramite la Conferenza Unificata, venisse consultato il Consiglio di Stato.

Nel suo parere adottato il 20 febbraio 2008 l’alto consesso ha confermato il parere della Corte dei Conti Lombardia e le numerose sentenze precedenti, individuando nella Provincia l’ente locale cui attualmente compete di erogare il servizio di trasporto scolastico per gli studenti diversamente abili nelle scuole superiori.

I due pareri vanno però esaminati nel dettaglio perché pur univoci danno informazioni che non vanno sottovalutate.

La Corte dei Conti della Lombardia è intervenuta su richiesta del Comune di Brembate, il cui quesito riguardava la individuazione del soggetto tenuto ad assicurare il servizio di assistenza scolastica agli alunni portatori di handicap e se esso debba rientrare tra i servizi a tutela della persona e della comunità, intestate al Comune, ovvero costituisca supporto organizzativo per l’integrazione scolastica nelle scuole superiori, di competenza delle Province.

La Corte dei Conti rileva che l’articolo 139/112 espressamente stabilisce che il supporto organizzativo alla integrazione scolastica nelle scuole superiori deve essere assicurato dalle Province che hanno “l’obbligo di attivarsi per lo svolgimento del servizio”, perché il servizio di trasporto abitazione – sede scolastica, rientra nella nozione di supporto organizzativo.

Il parere della Corte dei Conti assume particolare rilievo in quanto l’istanza ha carattere generale, rientra nella materia della contabilità pubblica ed è finalizzata all’acquisizione di indicazioni sulle norme che gli enti territoriali debbono seguire al fine di concorrere alla salvaguardia degli equilibri della finanza pubblica.

La Corte rileva inoltre che l’attività consultiva della Sezione, organo autonomo e neutrale di garanzia di tutti i soggetti che costituiscono la Repubblica, tende ad evitare una possibile controversia tra due enti pubblici, cointeressati ad una soluzione, pertanto individuando anche un nodo delicato nei rapporti tra gli Enti, e affronta il problema degli oneri economici pregressi, asserendo che “il costo del servizio va addossato alla Provincia, alla quale il Comune chiederà il rimborso della spesa sostenuta sino al momento in cui l’ente obbligato non provvederà in proprio al servizio”.

In chiusura la Corte dei Conti, si preoccupa anche di evitare interruzioni nel servizio ed afferma “Sembra, peraltro, a questa Sezione opportuno suggerire che la questione venga regolata attraverso moduli convenzionali tra gli enti interessati, in modo da assicurare il più proficuo impatto economico-sociale nella resa del servizio”.

Il Consiglio di Stato giunge alla individuazione della Provincia attraverso un approfondimento perché, sottolinea, il servizio di cui si discute chiama in causa la disciplina del riparto di competenze tra Stato e Regioni, dell’assistenza scolastica, dell’assistenza, della integrazione sociale e dei diritti delle persone handicappate, nonché il sistema integrato di interventi e servizi sociali e quindi i disposti del D.P.R. 616/77, la legge 104/92, gli artt. 128,132 e.139 del d.lgs. 112/98.

L’analisi di tale normativa consente al Consiglio di Stato di affermare che sarà la Provincia a doversi far carico dell’esercizio di tale incombenza, fino a quando le Regioni non provvederanno a legiferare in materia, ai sensi dell’art. 117, c. 3 della Costituzione, visto che il nuovo Titolo V ha attribuito loro competenza legislativa concorrente.

Da tale attribuzione costituzionale, ben nota e che aveva impedito in precedenza l’adozione di una norma generale, il Consiglio afferma che “emerge che al quesito proposto debba darsi risposta nel senso che la disciplina della materia è di competenza delle regioni alle quali spetta anche di determinare l’ente locale al quale attribuire l’incombenza del trasporto per studenti diversamente abili nella scuola secondaria superiore e che, in attesa che le regioni provvedano, conformemente agli orientamenti giurisprudenziali determinatisi, siano le province, per tali tipi  di scuole, a provvedere, alla stregua di quanto previsto dall’art. 139, comma 1, del sopra citato decreto legislativo 112/1998.”

E’ evidente che in attesa delle nuove leggi regionali e dei relativi finanziamenti i Comuni non potranno più addossarsi i costi del servizio se non dopo aver assunto gli accordi suggeriti dalla Corte dei Conti.

 

 




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