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Legalità - Mozione Anci Giovane, 140 Comuni hanno già scelto di costituirsi parte civile in processi per mafia
[21-06-2011]
Tra loro molti capoluoghi meridionali, ma anche città del centro e del nord. I dati diffusi in una conferenza stampa a Palermo, presente Flavio Zanonato vicepresidente Anci e delegato alla sicurezza.

di Giuseppe Pellicano'

PALERMO - Sono 140 i Comuni ad avere già approvato la mozione che impegna le amministrazioni locali a costituirsi parte civile nei procedimenti per mafia, promossa da Anci Giovane e supportata dall’Anci nazionale. Tra questi molti capoluoghi meridionali come Agrigento, Palermo, Messina, Vibo Valentia, Napoli, Avellino, Caserta, Salerno e Benevento; ma anche città del centro: Roma, Ascoli Piceno, Perugia e Terni, e capoluoghi del Nord: Pavia, Padova e Verona. Il dato è emerso durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa che si è svolta oggi presso l’assessorato regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica. Ma sono almeno altre 300 le amministrazioni comunali che hanno già deciso di appoggiare l’iniziativa, avviando la procedura necessaria per adottare la mozione.
Alla presentazione hanno partecipato Flavio Zanonato, vice presidente nazionale Anci  con delega alla sicurezza, Giacomo D'Arrigo coordinatore nazionale di Anci Giovane e Giuseppe Cicala, delegato Anci alla Legalità. Presenti anche l’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, Andrea Piraino, direttore generale di Anci Sicilia e Doriana Ribaudo, consigliere comunale di Palermo e coordinatrice regionale di Anci Giovane.
Scorrendo l’elenco delle amministrazioni che hanno già aderito, si incontrano anche Comuni di Regioni ‘storicamente’ ad alto rischio di infiltrazioni criminali (Sicilia, Campania e Puglia su tutte). Ma anche piccoli centri di Lazio, Umbria, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Lombardia.
La mozione, proposta durante la II Conferenza dall’organismo che rappresenta gli amministratori ‘under 35’ svoltasi a Taormina a maggio 2010, e poi ‘sposata’ dall’Anci l’ottobre successivo con la cosiddetta ‘Carta di Lamezia’, oltre alla costituzione nei processi, impegna gli enti locali a destinare l’eventuale risarcimento ad un fondo a sostegno delle vittime del racket e dell’usura e al sostegno delle realtà associative assegnatarie di immobili confiscati alla criminalità organizzata. I Comuni, inoltre, si vincolano a mettere in campo strumenti amministrativi per rafforzare la piena trasparenza delle procedure di appalto, grazie alla verifica accurata dei collegamenti diretti e indiretti tra aziende partecipanti alle gare e controlli sulle aziende subappaltatrici; e sono pronti a istituire o rafforzare un nucleo di Polizia Locale dedito in via esclusiva a perseguire lo sfruttamento illegale di manodopera nei cantieri.
Nell’agenda che Sindaci e Comuni assumono con la mozione, rientra anche la promozione di iniziative, ispirate a principi di trasparenza e legalità, di contrasto ad ogni forma di abusivismo (commerciale, edilizio), spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, gioco d’azzardo e altre attività criminali utili a rimpinguare le casse delle organizzazioni malavitose. Così come l’attivazione di  percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, con incontri, campagne informative, percorsi culturali e sociali per far maturare una nuova coscienza civica tra i più giovani. (nw)




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