“I Comuni ribadiscono l’urgenza e la massima trasparenza sulla tassa di imbarco come già avvenuto in questi anni. Chiederemo al ministro Passera certezze sui fondi attribuiti ai Comuni per il 2012 e un nuovo regolamento che preveda che i fondi destinati ai Comuni siano trasferiti in modo diretto alle amministrazioni”.
Così Mario Aspesi, sindaco di Cardano al Campo e Presidente dell’Associazione nazionale Comuni aeroportuali a margine della riunione del gruppo tecnico promosso dall’Area Infrastrutture, Sicurezza e Protezione civile dell’Anci. Durante la discussione sono emerse le criticità riscontrate dai Comuni in seguito all’azzeramento del fondo destinato ai Comuni sede di aeroporti contenuta in una disposizione della legge 130/2011. La legge 350/2003 istituiva l’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri di aeromobili e le somme sono state versate in un apposito capitolo di entrata del ministero dell’Economia e delle Finanze che, tolta la franchigia di 30 milioni di euro, riassegnava in appositi capitoli di spesa il 60% dell’esubero al ministero delle Infrastrutture per ENAV e il 40% al ministero dell’Interno per i Comuni del sedime aeroportuale o con lo stesso confinanti secondo modalità predefinite dalla legge stessa. Fino al 2007 il ministero dell’Economia e delle Finanze riassegnava quanto entrava nei capitoli di entrata di competenza degli Enti locali direttamente in capitoli di spesa del ministero dell’Interno che provvedeva successivamente alla ridistribuzione ai Comuni. La Finanziaria per l’anno 2008 ha poi previsto la soppressione di stanziamenti in appositi capitoli di spesa dal ministero dell’Economia e delle Finanze ai vari ministeri competenti e l’assegnazione delle somme in un unico fondo. Pertanto i Comuni aeroportuali hanno ribadito l’inaccettabilità che tra i risparmi figuri anche il Fondo dell’Addizionale comunale sui diritti di imbarco il cui contenuto è di proprietà comunale e consolidata come tributo di scopo. Tale situazione si va ad aggiungere ad una condizione economica già precaria per molte amministrazioni comunali che si sono viste ridurre le risorse a disposizione, e che, nel caso di presenza sul proprio territorio di scali aeroportuali, si trovano a dover sostenere costi amministrativi maggiori per i servizi. Inoltre, il mancato introito dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco va a limitare fortemente la gestione del bilancio comunale. E’ stato ribadito, altresì, che negli anni passati i Comuni aeroportuali non hanno beneficiato del totale effettivamente spettante a titolo addizionale, ma solo una parte delle somme introitate sono state effettivamente distribuite fra i Comuni interessati. Pertanto, l’Anci si farà da interprete presso il Governo affinché i fondi della tassa d’imbarco vengano corrisposti ai Comuni sedi di aeroporti.
Pienamente soddisfatto dell’incontro di oggi il sindaco di Elmas e vice presidente Ancai, Walter Piscedda “sia per l’analisi definita sulle problematiche normative che gestionali. In particolare – ha detto - avvieremo nei prossimi giorni un percorso comune, Anci-ANCAI, per chiedere regole per una migliore governance territoriale dei Comuni sede aeroportuale. I Comuni non possono essere la cassaforte dello Stato quindi è urgente fare chiarezza sulla tassa di imbarco”.
Infine, il sindaco di Pisa, Giovanni Vitale: “la nostra – ha detto - è una battaglia di trasparenza, per questo chiederemo al Governo un nuovo sistema che certifichi i dati e le risorse, proponendo anche la sottoscrizione di un protocollo d’intesa Anci, ministero dell’Interno e Enav per la trasparenza dei dati”. (com/fr)
In allegato la proposta emendativa Anci decreto legge 29 dicembre 2011 n. 216 recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative" (AC 4865) c.d Milleproproghe; la richiesta Anci di inserimento all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali relativa all’addizionale comunale sui diritti di imbarco (art. 2 comma 11 legge 24 dicembre 2003, n. 350; e i riferimenti normativi.