ARONA - Le Unioni rappresentano un’importante presenza nel panorama istituzionale italiano non solo in termini di comuni partecipanti o di popolazione, ma anche perché governano su un’ampia porzione di territorio nazionale. Il territorio complessivo delle Unioni è infatti oltre un quinto della superficie italiana (21,6%), quattro punti percentuali in più rispetto a quella rilevata nel 2011. Anche la dimensione media delle Unioni è cresciuta rispetto alla rilevazione precedente, passando da 155,4 kmq a 177,15 kmq, un’area di poco inferiore a quella di Catania e Milano e superiore a quella di Potenza. E’ quanto emerge dall’Atlante 2012 dei Piccoli Comuni, elaborato da Ifel, che sarà presentato sabato 7 luglio ad Arona.
Importante il dato della Sardegna, dove il 60,7% del territorio regionale fa parte di Unioni, oltre a quelli altrettanto significativi di Toscana (43,4%), Sicilia (37,3%) e Molise (35,4%). Ed è proprio in Sardegna e Toscana che si trovano le 4 Unioni più estese: Alta Gallura (1.140 kmq) e Del Montalbo (908 kmq) nella prima e Unione Montana dei comuni del Mugello (1.132 kmq) e Unione Montana Lunigiana (792 kmq). Delle 5 più piccole, invece, una, la minore, si trova in Piemonte (Molino dei Torti e Alzano Scrivia, con soli 5 kmq) e le altre 4 in Lombardia.
Pur non esistendo veri e propri modelli relazionali che legano tra loro i comuni partecipanti alla medesima unione, sono stati individuati alcuni caratteri costanti che si rintracciano a livello locale, sulla base dei quali sono stati individuati 5 diversi modelli di aggregazione.
Il primo, e più numeroso, è quello composto dalle 150 Unioni (40,9%) alle quali partecipano solo Piccoli Comuni, molto diffuse soprattutto in Piemonte, Lombardia e Lazio.
All’opposto, ci sono poi le Unioni costituite solo da comuni la cui popolazione residente è superiore a 5.000 unità. È questo il gruppo meno numeroso, composto solo da 22 unioni, particolarmente diffuso in Emilia-Romagna, Puglia e Campania. In alcuni casi tali Unioni raggiungono anche dimensioni demografiche significative: in 5 casi la popolazione residente nelle Unioni di questa tipologia superano le 90mila unità.
Il terzo modello è quello definito degli arcipelaghi. È il secondo gruppo più numeroso (81) ed è costituito da Unioni alle quali aderiscono diversi comuni piccoli e meno piccoli, per la gestione associata di funzioni, sulla base di esigenze specifiche del territorio di riferimento. Il range dimensionale di questa tipologia oscilla tra 8.721 abitanti dei comuni associati all’Unione Montana Alta Val di Cecina in Toscana e i 44.720 residenti dei comuni aderenti all’Unione Grecia Salentina in Puglia.
Vi è poi la tipologia di Unioni, denominata “le coppie” che aggrega solo due comuni, entrambi di piccole dimensioni demografiche, oppure entrambi con popolazione residente superiore alle 5.000 unità. In altri casi invece si uniscono un comune piccolo e un comune grande: il caso più significativo è quello dell’Unione della Baronia, in Sicilia, a cui partecipano il piccolo comune di Giardinello (2.260 abitanti) e il comune di Carini, che conta oltre 36mila abitanti. Sono 61 le Unioni che rientrano in tale fattispecie.
L’ultima classe aggrega le Unioni satellitari (53), ossia quelle costituite da uno o due centri di dimensioni superiori ai 5000 abitanti che aggregano a sé un certo numero di Piccoli Comuni. Sono particolarmente diffuse in Emilia – Romagna, Sicilia, dove si contano 10 di queste Unioni, e in Sardegna (8). (am)