ARONA - L’universo delle Unioni è in continua evoluzione: rispetto all’anno scorso si registra un incremento nel numero complessivo di questa tipologia di forma associativa. A maggio 2012 sono 367 le Unioni di Comuni (UC), 30 in più rispetto alla rilevazione 2011, e 54 in più rispetto al 2010. In particolare, rispetto alla rilevazione dell’anno scorso, è aumentato sia il numero di amministrazioni comunali coinvolte, passato da 1.663 a 1.851, che, conseguentemente, la popolazione complessiva (7.215.746 abitanti rispetto ai 6,301 milioni dell’anno precedente). E’ quanto emerge dall’Atlante 2012 dei Piccoli Comuni, elaborato da Ifel, la Fondazione per la finanza e l’economia locale dell’Anci, che sarà presentato ad Arona sabato 7 luglio nella giornata conclusiva della XII Conferenza nazionale dei Piccoli comuni.
Particolarmente significativo il dato della Toscana, dove le Unioni di Comuni sono passate da una sola (che aggregava 15 realtà amministrative) a ben 21 (e 134 amministrazioni comunali). Inoltre, anche in Liguria e Basilicata, dove fino alla precedente rilevazione non era presente alcuna forma aggregativa di tale tipo, è stata istituita la prima Unione di Comuni, alla quale aderiscono, rispettivamente, 5 e 4 realtà comunali. Soltanto la Valle d’Aosta è ormai l’unica regione in cui i comuni non risultano associati in alcuna Unione. È, tuttavia, presente anche un caso in cui il numero di Unioni è diminuito: si tratta del Lazio, dove il numero di Unioni è sceso da 22 (e 105 comuni) a 21 (e 103 comuni).
Pur all’interno di un unico quadro normativo nazionale, le regioni stanno adottando policy diverse finalizzate, di volta in volta, a favorire in misura più o meno diretta il percorso di unificazione comunale.
Si rileva così una forte polarizzazione tra regioni in cui il numero di UC è superiore a 30 e regioni in cui tale valore è inferiore o uguale a 10. In particolare, si evidenzia, nel primo caso, il dato di Lombardia (57), Piemonte (51) e Sicilia (48), che da sole contribuiscono per poco meno della metà sul totale nazionale (42,5%).
Situazione opposta è quella che si rileva in Trentino - Alto Adige, Liguria, Umbria e Basilicata dove esiste una sola UC e dove la percentuale dei comuni regionali aderenti a tale forma associativa varia da un minimo dello 0,3% del Trentino - Alto Adige ad un massimo dell’8,7% dell’Umbria. (am)