“Inaccettabile il non coinvolgimento dei Comuni”. E’ il commento espresso dal Presidente dell’Anci, Graziano Delrio sul Documento di Economia e Finanza che è stato uno tra i punti all’ordine del giorno della Conferenza Unificata.
“Sono tutti obiettivi di finanza pubblica e di crescita che non vedono come protagonisti i Comuni, le Provincie e le Regioni – ha aggiunto Delrio -. "Non si può pensare di far crescere il Paese senza il protagonismo dal basso degli Enti locali”.
Il DEF approvato in Consiglio dei Ministri il 18 aprile scorso e su cui le Camere hanno già formulato le risoluzioni di competenza, per il secondo anno consecutivo viene predisposto senza che sia stato approntato l’iter previsto dagli articoli 7 e 8 della legge di contabilità pubblica n.196/09.
Si ricorda infatti che la legge di contabilità e finanza pubblica prevede una stretta connessione con la Conferenza Permanente per il coordinamento della finanza pubblica prevista dalla legge sul federalismo fiscale. Come evidenziato in un documento che è stato presentato da Anci in Conferenza, “la Conferenza Permanente non è stata mai insediata, privando il DEF dei necessari approfondimenti correlati alle analisi delle tendenze e della situazione finanziaria ed economica dei livelli di governo territoriali. Infatti, in sede di Conferenza Permanente deve essere fornito il previsto e preventivo parere, rispetto alle azioni da intraprendere sulla base delle necessarie considerazioni sugli obiettivi aggregati da fissare nell’ambito del DEF, e delle regole previste per singolo ente in ragione della categoria di appartenenza”. Ma soprattutto – ribadiscono i Comuni - in sede di Conferenza “si devono elaborare le quote di indebitamento delle amministrazioni locali per il complesso delle province e dei comuni, in coerenza con l’obiettivo aggregato individuato per l’intera pubblica amministrazione”.
Secondo l’Anci il DEF “privo della necessaria preventiva e preliminare fase di condivisione tra amministrazioni centrali e locali, non può essere considerato uno strumento formalmente e sostanzialmente idoneo a programmare con coerenza e certezza gli obiettivi di finanza pubblica, proprio perché non tiene in debita considerazione le esigenze e le valutazioni che il sistema finanziario di regioni ed enti locali può esprimere”. (fr)