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Decaro a Repubblica: "I sindaci non sono sadici con le multe nessuno fa cassa perché solo pochi pagano"
[12-06-2017]
Sicurezza stradale

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Pubblichiamo il testo integrale dell’intervista che il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha rilasciato al numero odierno de La Repubblica in merito all’inchiesta del quotidiano sulla sicurezza stradale.
 
Antonio Decaro, sindaco di Bari, presidente Anci, dunque sindaco dei sindaci italiani, dice che «il nostro è il mestiere più bello del mondo pur essendo gli sfigati della casta: a fronte di stipendi giusti e zero privilegi, essendo avamposto dello Stato, siamo i primi con cui si arrabbiano, spesso giustamente, i cittadini. Però non siamo sadici». 
Prego?
«Ho letto con grande interesse l' inchiesta di Repubblica sulla sicurezza stradale. Ecco, non ci divertiamo a fare le multe. Gli eccessi sono sbagliati ma non bisogna dimenticare che per ogni contravvenzione c' è sempre un' infrazione: a Bari ogni anno ricordiamo un ragazzo straordinario, Mimmo Bucci, ucciso da una moto che in centro città viaggiava a cento chilometri all' ora. Bisogna fare attenzione quando si parla di certi temi ».
Decaro, partiamo dai dati: 1,7 miliardi di euro di multe, l' 84 per cento dei quali incassate dai Comuni. Non saranno troppe?
«Primo: non è vero che c' è un aumento esponenziale del gettito. Semmai la nuova contabilità obbliga a migliorare il recupero del pregresso. E l' incentivo del pagamento rapido può aver aumentato le entrate. Ripeto: i sindaci non si divertono a tartassare i cittadini, che poi sono anche elettori, su un versante così sensibile. Però: io ho il dovere di non fare parcheggiare le auto sui marciapiedi, perché il diritto di una signora che deve attraversare con il passeggino, per esempio, non può essere calpestato da un automobilista distratto o frettoloso.
Ho il dovere di fare rispettare le Ztl perché non fare entrare le auto in centro significa migliorare la salute dei cittadini ».
Non avete però il diritto di "fregare" i cittadini, nascondendo per esempio gli autovelox per fare cassa come denuncia l' Aci.
«Se qualche mio collega fa il furbo, sbaglia. E raccolgo l' invito del presidente dell' Aci a sederci a un tavolo per ragionare insieme ed evitare eventuali abusi. Però voglio ricordare che non sono i sindaci a decidere dove e come mettere gli autovelox. La maggior parte sono piazzati su strade provinciali e statali, dunque bisogna concertare tutto con Prefettura, Province e Anas».
A guadagnare sono i comuni, però.
«Ma non si fa cassa con le multe. Anche perchè la maggior parte delle volte i proventi non si incassano. A Bari abbiamo crediti per nove milioni di euro: cinque li incassiamo e quattro no. E quei quattro non possono andare a bilancio. Il 50 per cento di quanto incassato, poi, deve comunque essere utilizzato per la sicurezza stradale».
Non accade quasi mai.
«Falso, lo fanno tutti i comuni. Con buoni risultati: nelle città in cui abbiamo lanciato le campagne di manifesti shock, per esempio, sono calate le contravvenzioni».
Eppure in finanziaria un emendamento, denuncia l' Aci, farà saltare anche l'obbligo del 50 per cento.
«Non è vero: l' emendamento permetterà alle province e alle città metropolitane di usare parte di quei soldi per la manutenzione delle strade. Non è anche quella una maniera per rendere più sicura la circolazione?».
Ma perché sono solo i vigili a staccare le contravvenzioni?
«Perché è il loro lavoro, è normale che sia così. In caso di incidenti, per esempio, intervengono sempre le polizie municipali. Il tema della sicurezza stradale è rilevantissimo: grazie al pugno duro l' utilizzo del casco e delle cinture di sicurezze è oggi molto maggiore e lo stesso sta cominciando a valere per l' utilizzo del cellulare. Non è un caso che negli ultimi tre anni calano del 12,8 le multe relative alla "sicurezza". Ripeto: i sindaci non hanno alcun interesse a fare le multe. Ma è nostro dovere far rispettare le regole e tutelare la sicurezza dei nostri cittadini. Anche esponendoci a mal di pancia». (com/gp)



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