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Decaro al Messaggero: “Ora possiamo svecchiare il personale e in molti casi il ricambio sarà rapido”
[17-03-2017]
Sblocco turnover

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Pubblichiamo l’intervista integrale al presidente Anci Antonio Decaro pubblicata oggi sulle pagine del Messaggero.
 
“Non è certo un demerito per un dipendente comunale essere anziano. Però noi sindaci abbiamo qualche difficoltà a chiedere a lavoratori vicini alla pensione di usare strumenti nuovi, ad esempio nel campo della comunicazione”. Quando andrà in porto, lo sblocco del turnover sarà per molti Comuni l'occasione, dopo tanti anni, di iniziare ad arrestare il progressivo invecchiamento del personale. Lo spiega Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni italiani.
Lo sblocco del turnover sarà una richiesta storica dei Comuni...
“Sì. Lo scorso anno eravamo riusciti a spuntarla per i Comuni al di sotto dei 10 mila abitanti. Ora nel decreto sicurezza abbiamo ottenuto, per la sola polizia locale, il passaggio da un rimpiazzo del 25 per cento all'80 per cento quest'anno e al 100 per cento nel 2018. Per tutti gli altri dipendenti c'è la disponibilità del governo ad intervenire, la nostra richiesta  che si passi ad un turnover del 75 per cento, che comunque non è totale e quindi rappresenta sempre una riduzione di spesa. Ricordo che in questi anni la curva di riduzione della spesa degli enti locali è quella più pronunciata rispetto a tutti gli altri livelli dell'amministrazione”.
Non tutti i Comuni però sono nella stessa situazione finanziaria. Ci sono davvero le risorse per assumere?
“Noi finora avevamo un doppio vincolo, quello sulla spesa e il blocco del turnover . Se questo viene allentato, i Comuni che prima avevano destinato le risorse ad altre finalità potranno finalmente risolvere le emergenze sul personale. Il governo ci chiede giustamente di impegnarci su tanti temi, dal rilancio delle periferie all'edilizia scolastica. E i progetti chi li fa, chi fa le gare, chi controlla i lavori? Ci servono persone per realizzare tutto questo”.
Quali sono le professionalità di cui cui c’è maggiore bisogno, quelle che i sindaci cercheranno di più?
“C'è una situazione a macchia di leopardo, perchè nelle varie realtà questi anni di blocco rigido hanno creato dei buchi, anche in posizioni chiave, che ora quindi vanno ripristinate. In generale sarà l'occasione per introdurre figure più giovani, con nuove professionalità”.
Una volta approvate le nuove regole bisognerà fare i concorsi. Che tempi ci saranno per le assunzioni?
“Anche qui dipende dalle situazioni. Nei casi in cui serviranno figure professionali particolari bisognerà fare le procedure di concorso. Ma i Comuni che hanno graduatorie valide avranno la possibilità di attingervi per individuare i profili di cui hanno bisogno. E quindi le procedure potranno essere rapide”.
A proposito di sicurezza, un'altra storica richiesta dei sindaci  è avere più strumenti per poter rispondere ai cittadini. Ora vi sentite un po' più garantiti?
“Non saremo come il sindaco di New York e non vogliamo nemmeno esserlo. Però in materia di sicurezza urbana, che è cosa diversa dall'ordine pubblico, ora avremo la possibilità di dire la nostra”.
Quali sono le novità principali del decreto?
“Il ruolo del sindaco diventa più importante. Nel comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza non saremo più ospiti, ma attori, avremo la possibilità di convocarlo insieme al prefetto. Viene anche ampliato il potere dei primi cittadini anche per quel che riguarda le ordinanze: per quelle in materia di decoro urbano, o di regolazione della movida , non ci sarà più bisogno del vaglio del prefetto. Per alcune attività, cito ad esempio quella dei parcheggiatori abusivi che estorcono denaro ai cittadini, avremo la possibilità di disporre provvedimenti di allontanamento dei soggetti che delinquono”. (com/gp)



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