Verso l'Assemblea - Rubinato: “Patto di stabilità penalizza i virtuosi e frena lo sviluppo”
[05-11-2010]

di Francesca Caprioli

“L’Anci si deve riappropriare del suo ruolo e della sua fondamentale ragione sociale che è quella di difendere l’interesse generale delle autonomie locali, che sono cardine e motore della crescita e dello sviluppo del Paese, come riconosce lo stesso art. 5 della Costituzione.” Esordisce così Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade. “Mi aspetto che ai tavoli di concertazione con il Governo proponga l’adozione di criteri premianti i Comuni “meritevoli”, come ad esempio quelli capaci di erogare servizi di qualità con criteri di economicità.” Rubinato esprime la sua preoccupazione in merito del federalismo, temendo che sia un “percorso fatto di scatole semi vuote (i decreti legislativi delegati)”, pur considerandolo una buona riforma se “nella sua attuazione concreta si dimostrerà capace di coniugare davvero l’autonomia con la responsabilità, favorendo una corretta gestione della spesa pubblica a tutti i livelli, in particolare a quello centrale che, a differenza degli Enti locali, non ha fino a qui saputo contribuire in modo efficace al risanamento della spesa pubblica.” Altra preoccupazione del sindaco di Roncade è l’impoverimento della quantità, ma soprattutto della qualità dei servizi erogati, a causa della manovra che “sta incidendo fortemente, attraverso tagli indiscriminati ed iniqui, sulle già limitate risorse disponibili. Sto pensando alla biblioteca comunale, agli impianti sportivi, alle iniziative culturali, ma anche ai progetti di sostegno delle fasce sociali più deboli.” Altro tema scottante che verrà trattato in Assemblea sarà il patto di stabilità. Rubinato sottolinea come il patto debba essere lo strumento, mentre il fine è la crescita e dichiara in merito: “Questo patto di stabilità interno, per come è strutturato, penalizza i Comuni virtuosi. È insostenibile se si vogliono garantire i servizi essenziali, frena lo sviluppo locale perché impedisce l’apertura di nuovi cantieri, oltre ad impedire il pagamento delle opere pubbliche già fatte. Infine per effetto degli ulteriori tagli ai trasferimenti, rischia di portare al dissesto gran parte dei Comuni italiani che vi sono assoggettati.” L’Assemblea dunque per Rubinato dovrà “affrontare in maniera definitiva la cifra di una corretta relazione istituzionale tra Stato e Comuni, esigendo il rispetto del principio fondamentale enunciato nell’art. 5 della nostra Costituzione. Questo significa prima di tutto riformulare il patto di stabilità, secondo un nuovo modello premiante per i Comuni che dimostrano di saper amministrare secondo criteri di economia, efficienza ed efficacia, ovvero che dimostrano di saper spendere bene, spendere meno, spendere saggiamente, in una parola con responsabilità”. E per quanto riguarda i recenti danni ambientali causati dal maltempo, che ha colpito nei giorni scorsi anche il Veneto, il sindaco di Roncade si augura che “viste le continue situazioni di emergenza in cui si trova coinvolto il Paese, venga ideato un Piano straordinario di investimenti per la messa in sicurezza idrogeologica dei territori”. (nw)

 




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