Terremoto in Emilia, Roma Capitale e Piccoli Comuni in primo piano nell’ultimo numero di Anci Rivista.
Pronti a ripartire. Ricostruiamo in fretta è il messaggio lanciato nell’intervista ad AR da Graziano Delrio, presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani e sindaco di Reggio Emilia, che si è precipitato nei luoghi disastrati dopo la seconda scossa del 29 maggio, di cui riportiamo un abstract.
Presidente, ha incontrato i sindaci dei Comuni più colpiti? Come hanno reagito?
Ho visto sindaci attivissimi, calmi, gentili. Ho visto sindaci capaci di dare tranquillità e forza alle proprie comunità. Ho visto la classe dirigente di cui il Paese ha bisogno: amministratori che non si lamentano e si rimboccano da subito le maniche per ricostruire”.
Di cosa c’è bisogno adesso? Quale aiuto concreto si può dare a quei territori?
“C’è bisogno che i sindaci vengano messi nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Occorrono poca burocrazia, catene di comando il più leggere possibile, che diano la possibilità ai sindaci di decidere rapidamente”.
Come ha funzionato la gestione dell’emergenza?
La prima fase è stata assolta a dovere, grazie all’impegno della Protezione civile. L’assistenza è arrivata subito e subito sono state garantite le prime necessità per i cittadini. Questa prima fase, però, non è la più importante: è prioritario, adesso, consentire a tutta la popolazione di superare l’angoscia e ritornare alla normalità.
Cosa sta facendo l’Anci?
Siamo vicini ai Comuni, in una gara di solidarietà che ci ha già portato a raccogliere fondi, mettere a disposizione tecnici e strutture, dare assistenza tecnica ai sindaci per l’emanazione di atti amministrativi. Inoltre abbiamo lanciato un appello a tutti gli altri sindaci del Paese, affinché ‘adottino’ un Comune terremotato. C’è bisogno di aiuto per la seconda fase, ovvero la ricostruzione dei luoghi pubblici, a partire da municipi e scuole. (…)