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Federalismo demaniale - Tamburini: "Impatto modesto sul mercato immobiliare, ma opportunità per gestione efficiente patrimonio pubblico"

[11-03-2010]

L’impatto del federalismo demaniale sul mercato immobiliare, a fronte del futuro trasferimento di beni patrimoniali dallo Stato agli enti locali, “sara' piuttosto modesto”. Lo afferma il professor Gualtiero Tamburini, intervenendo nel corso del convegno sul tema organizzato oggi da Ifel e Sspal in Campidoglio. Al contempo, però, il professore avverte: “L’impatto di questa normativa sull’efficienza della gestione del patrimonio pubblico può essere molto rilevante”.
Tamburini spiega le ragioni dei modesti impatti sul mercato immobiliare partendo dal valore complessivo del patrimonio pubblico: 420 miliardi, secondo gli ultimi dati disponibili. Quindi prende ad esempio i dati relativi alla stagione delle privatizzazioni dello Stato e degli enti previdenziali: “Tra il 2000 ed il 2005 – spiega – il valore totale di quelle privatizzazioni fu di 21 miliardi di euro, pari al 2% del valore annuale del mercato immobiliare, che è di circa 120 miliardi”. In base a questi dati, Tamburini prevede che anche l’eventuale vendita dei beni patrimoniali trasferiti dallo Stato agli enti locali non avrebbe forti impatti sul mercato immobiliare tout court.
Esponendo dati forniti dal Demanio, inoltre, il professore fa notare che “il valore totale degli immobili che potrebbero essere trasferiti agli enti locali si aggira intorno ai 78 miliardi. Di questi, però, gli immobili che potrebbero immediatamente essere messi sul mercato hanno un valore complessivo di 4,7 miliardi”. Gli altri sono classificati come “parzialmente manovrabili, per un ammontare di 53 miliardi, non manovrabili, 16 miliardi in tutto e non disponibili a vario titolo (4,4 miliardi)”.
Se dunque l’impatto sul mercato dei trasferimenti statali sarebbe comunque modesto, Tamburini pone l’accento sugli effetti che il federalismo demaniale potrebbe avere nella gestione dei patrimoni pubblici: “Va definita la dimensione ottimale per la gestione di questi patrimoni, avviando politiche di accorpamento, utilizzo in base alle reali esigenze, acquisizione e dismissione”. Come? “E’ semplice – afferma Tamburini – perché esiste già un decreto legislativo che aveva definito questi criteri nel caso della privatizzazione degli immobili appartenenti agli enti previdenziali pubblici. Un decreto che a sua volta si basa sulle legi di mercato, invitando chi gestisce questi patrimoni a incrociare i dati di una due diligence con quelli relativi alla verifica dei reali spazi di cui si ha bisogno”. (mv)