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Protezione Civile - Reggi: “Non serve S.p.A. ma coinvolgimento concreto degli enti locali”

[17-02-2010]

“L’Anci è stata tra i primi ad esprimere un disagio alla lettura del testo di un decreto riguardante l’avvio di una società per azioni denominata Protezione Civile SpA. Abbiamo subito chiesto di stralciare questa parte dal decreto e poter avviare un confronto tra Governo, Regioni e Comuni”.
Così il sindaco di Piacenza e responsabile Protezione Civile dell’Anci, Roberto Reggi nel discorso inviato al convegno nazionale organizzato dalla Cgil “no alla Protezione Civile S.p.A.”. Reggi, che non ha partecipato all'incontro per impegni istituzionali, nello scritto sottolinea come “il modello organizzativo della Protezione Civile è basato sul principio di sussidiarietà, in un'ottica di sinergia coordinata a livello nazionale, regionale e locale. Non si tratta – spiega Reggi – di esprimere giudizi di valore sulla Protezione Civile nazionale e sul Capo Dipartimento della Protezione Civile il cui impegno e professionalità dimostrata sul campo ha permesso e permette di avere una delle migliori organizzazioni a livello europeo ed internazionale. Sarebbe però sbagliato – continua Reggi – pensare che il Sistema di Protezione Civile non sia migliorabile e crediamo in tal senso che ancora tanto sia da fare. Innanzitutto a livello locale, prevedendo ad esempio la gestione associata dei servizi di protezione civile e una preparazione sul territorio che segni il  passaggio da una logica dell'emergenza a quella della prevenzione”. Su quest’ultimo aspetto Reggi sottolinea come “passare dalla cultura dell'emergenza a quella della prevenzione, significa rafforzare il sistema di Protezione Civile, rendendolo più snello e flessibile e improntandolo ad accordi istituzionali. In tal senso si muove anche il Protocollo d'Intesa siglato tra Anci e Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, che prevede proprio la definizione di linee guida condivise e formulate d'intesa con le Regioni. Da tempo – ricorda poi il sindaco di Piacenza – chiediamo che sulla Protezione Civile non possono essere esclusi i sindaci. Ma i dati, purtroppo, dicono il contrario”. Mettere in sicurezza le nostre città, le situazioni più a rischio – conclude il sindaco – permetterebbe anche di realizzare quella “grande opera” nel senso di realizzare interventi significativi in un momento in cui l’economia nazionale inserita in un contesto di vera e propria “crisi” avrebbe davvero bisogno di un cambio di marcia. (ef)