Memorie e Musiche Comuni - I vincitori edizione 2007
[05-12-2007]

Memorie e musiche Comuni

Premio per ricerche sulla storia della memoria

e sulla tradizione musicale locale

Vincitori edizione 2007

 

La Commissione del “Premio per ricerche sulla storia della memoria e sulla tradizione musicale locale Memorie e musiche Comuni”, bandito per l’anno 2007 dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha deliberato all’unanimità di attribuire i riconoscimenti alle seguenti opere:

 

 - per la sezione Storia della memoria al documentario sonoro di Andrea Giuseppini Il sogno di una cosa. Contadini e operai friulani e monfalconesi nella Jugoslavia di Tito, prodotto da Radioparole e Amis, con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura della Regione Friuli, Venezia-Giulia.

Motivazione: la Commissione ha premiato l’opera per il suo interesse storico e per la valorizzazione delle fonti orali fatta nel rispetto della complessità, della ricchezza e della grande umanità delle testimonianze degli intervistati. Il documentario sonoro narra attraverso brani di interviste a sette testimoni, uomini e donne, le vicende dell’emigrazione nella Jugoslavia di Tito, avvenuta nel 1946, di qualche migliaio di operai e contadini monfalconesi e friulani con le loro famiglie. Un’emigrazione motivata oltre che dalle più classiche ragioni economiche e sociali, la ricerca di lavoro e di migliori condizioni di vita, anche e per la maggior parte delle persone, soprattutto, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione del socialismo, proprio mentre decine di migliaia di connazionali abbandonavano la Jugoslavia in quanto abitanti in territori appena annessi da quello Stato.

Il sogno di partecipare alla costruzione del socialismo si tramutava però in un spaventoso incubo nel dicembre del 1949, all’indomani della scomunica di Tito da parte del Cominform guidato da Stalin, quando gli italiani, fedeli alle posizioni del Partito comunista italiano, allineato all’Urss, divennero, ipso facto, considerati possibili traditori e spie e, come tali cacciati o addirittura, come accadde per un centinaio di essi, incarcerati per alcuni anni nelle durissime prigioni riservate alla “rieducazione” dei cominformisti.

La sensibilità dell’autore permette di ricordare insieme agli intervistati tutte le tappe di questa straordinaria e terribile vicenda, apertasi all’insegna dell’utopia socialista e della realizzazione personale e conclusasi con il ritorno alla dura realtà di un’Italia povera in piena ricostruzione.

 

- per la minoranze linguistiche e per la sezione speciale dedicata alle ricerche condotte nelle scuole al volume Orias cui vôi dai fruts (Orias con gli occhi dei bambini) realizzato dalla Scuola primaria a T. P. di Prato Carnico (UD)

Motivazione: il volume si presenta come un riuscito tentativo di recupero della memoria storica operato all’interno di una piccola comunità dagli alunni della locale scuola primaria. Accompagnato da numerose didascalie in furlan (friulano) ed italiano, si apre con una serie di disegni realizzati dai bambini che aiutano a collocare nello spazio geografico il paese di Prato Carnico. Alla descrizione del paesaggio montano che caratterizza la Carnia, l’area di cui fa parte il comune interessato, segue poi un’analisi delle principali attività economiche compiute dalla comunità nel corso dell’anno, accompagnata da una precisa descrizione dei principali strumenti di lavoro degli abitanti del luogo. L’intervista a due testimoni (Fausto ed Elia) impreziosisce questa seconda parte, iniziando un lungo viaggio nella storia locale che culmina nella rievocazione dell’organizzazione della comunità al tempo della Repubblica di Venezia, con tanto di recupero di un’interessante documentazione archivistica.

Disegni, foto, e didascalie bilingui, realizzati sotto l’accorta guida del corpo docente, dimostrano come sia possibile far scoprire con semplicità la complessa storia del loro territorio ai bambini di una scuola primaria, compiendo un’importante ed innovativa esperienza didattatico-educativa, assolutamente da sottolineare.

 

- per la sezione tradizioni etno-musicali al libro con CD di Nicola Scaldaferri e Stefano Vaja Nel paese dei cupa cupa. Suoni e immagini della tradizione lucana, edizioni Squilibri

Motivazione: si tratta di un lavoro di grande spessore scientifico, basato su una pluriennale ricerca sul campo, su un aspetto importante della cultura popolare del Sud. Al tempo stesso, il rigore della presentazione e dell’analisi non impedisce una piena fruibilità, ravvivata dal profondo legame fra gli autori e il mondo e le persone di cui il libro tratta. Le registrazioni allegate in CD sono di grande interesse e di eccellente livello tecnico, anche dal punto di vista della riproduzione. L’apparato bibliografico e il dialogo con tutta la precedente esperienza della ricerca etnomusicologica nel Sud è pienamente adeguato e aggiornato. Per queste ragioni, mentre mantiene un forte radicamento nei confronti di una specifica realtà locale, il lavoro assume anche un significato di esemplarità sul piano teorico e metodologico. Non va neanche trascurata l’eccellente presentazione editoriale, che fa del lavoro un oggetto gradevole anche dal punto di vista dell'aspetto e della forma tipografica.

 




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