(Adnkronos) Fisco - Unioni ANCI preoccupate per taglio Ici
[20-05-2008]
Guerra, garantire stesse risorse

Preoccupazione tra i sindaci delle Unioni Anci per il provvedimento sul taglio dell'Ici ad un giorno dal primo consiglio dei Ministri in programma domani a Napoli.
I dubbi dei primi cittadini riguardano non solo la certezza di ottenere dallo Stato centrale una cifra pari a quella sottratta in seguito al taglio Ici prima casa, ma anche la sicurezza di poter continuare a garantire ai propri cittadini i servizi primari, come scuole e infrastrutture. Una garanzia che i coordinatori delle Unioni dei Comuni vogliono mantenere, convinti dell'importanza di raggiungere rapidamente il federalismo fiscale.
Sottolinea la necessita' di corrispondere ai comuni la stessa cifra che verra' loro sottratta Mauro Guerra, coordinatore Nazionale Anci delle Unioni di comuni. "E' assolutamente indispensabile - spiega Guerra - che ai comuni venga garantita una quantita' di risorse pari a quelle che vengono sottratte. Nel frattempo pero' bisogna che si faccia un ragionamento complessivo sull'autonomia tributaria dei comuni, perche' e' inutile che mentre parliamo di fare il federalismo fiscale nello stesso tempo facciamo un enorme passo indietro trasformando in trasferimento dallo Stato centrale quello che era un elemento di autonoma tributaria".
Una scarsa fiducia sul trasferimento di ricchezze dallo Stato ai comuni che trova d'accordo anche Dimitri Tasso, coordinatore Unioni Anci del Piemonte. "Siamo convinti - dichiara Tasso - che il meccanismo del recupero sulla dichiarazione dei redditi o dell'Irpef sia preferibile a dei trasferimenti o al consolidamento di questo gettito che creerebbe troppi problemi di gestione".
Giudizio negativo sul provvedimento Ici anche da parte di Orlandino Greco, coordinatore Unioni Anci della Calabria.
"Uno dei problemi che i comuni hanno -spiega Greco- e' quello della cassa. L'aliquota compensativa che lo Stato trasferisce ai comuni, la trasferisce per il primo anno e poi rimane invariata per gli anni successivi. Cio' significa per un comune che ha concretizzato un piano strutturale con nuovi insediamenti e servizi avra' non gia' nell'anno successivo l'aliquota attuale, ma un'aliquota ridotta e l'aliquota compensativa rimarra' sempre quella e questo mi sembra quantomeno ingiusto". Un trasferimento dell'aliquota compensativa che, se effettuato in piu' trance e non in un'unica rata, creera' molte difficolta' ai comuni. "Se non si pone in essere un'attenzione profonda su questi fattori - prosegue Greco - i comuni che gia' soffrono di per se', avranno ancora piu' difficolta' nel garantire i servizi essenziali".
Servizi primari come istituti scolastici, asili nido, case di riposo per anziani oppure infrastrutture, impianti idirici e depuratori, che vengono attualmente sostenuti nelle spese per il 70-60% dalla liquidita' comunale proveniente anche dall'imposta sulla prima casa. Sicuro che il governo nell'adare a tagliare le spese trovera' una 'compensazione' adatta al mancato introito Ici per i comuni e' Fabrizio Montepara, coordinatore Unioni Anci dell'Abruzzo.
"Penso al mio comune, Orsogna (Chieti), dove l'entrata prima casa dell'Ici era circa 120 mila euro - dice Montepara - sicuramente lo Stato dovra' provvedere a ritrasferire questi 120 mila euro in altre forme o in altri contributi. Io sono un sostenitore del provvedimento sul taglio Ici perche' se noi leggiamo la nostra Costituzione, in essa si dice che la casa e' un diritto di tutti".
Dispiaciuto per la perdita di uno strumento di fiscalita' locale che favorisce l'autonomia dei comuni e' Fabio Refrigeri, coordinatore Unioni Anci del Lazio, che tuttavia si dice fiducioso rispetto all'attivita' del governo. "Mi sembra che le dichiarazioni del Ministro Tremonti - spiega Refrigeri - tendessero a chiarire le modalita' con cui avviene la copertura del taglio Ici gia' eseguito dalla precedente finanziaria e l'ulteriore detrazione di 119 euro, per capire poi come toglierla del tutto sulla prima casa e come avverranno le modalita' di rimborso per far si che non impattino in maniera troppo negativa sulle finanze degli enti locali".
Accordo totale tra i coordinatori Unioni Anci sul tema del federalismo fiscale, che Marcello Volpato, coordinatore Anci del Veneto, giudica necessario a sviluppare quel federalismo funzionale alla base dell'organizzazione tra comuni. "Sarebbe ora che davvero si facesse qualcosa di concreto riguardo al federalismo fiscale - dice Volpato - nelle Unioni abbiamo una forma di federalismo funzionale, cioe' arrivano una serie di compiti e richieste dal basso e i comuni si mettono insieme per svolgerli, ma se le amministrazioni fossero supportate da un federalismo fiscale potrebbero fare molto, di piu' e meglio".
Federalismo fiscale che deve essere 'solidale' secondo Fabrizio Montepara, coordinatore Unioni Anci dell'Abruzzo. "Non possiamo non tener conto delle situazioni del territorio - spiega il coordinatore abruzzese - se e' vero che molti introiti devono rimanere nei luoghi in cui vengono prodotti, bisogna anche considerare che l'Italia e' una, unica e per cui bisogna 'aiutare' coloro che in questo momento hanno una situazione difficile a livello economico".



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