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Circolare spese di custodia veicoli sequestrati
[16-10-2002]
veicoli sequestrati
Ministero dell'Interno

 

 

Prot. n. M/6326/50                                                     Roma, 14 ottobre 2002

 

 

 

-         AI PREFETTI DELLA REPUBBLICA

LORO SEDI

-         AL COMMISSARIO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA DI

BOLZANO

-         AL COMMISSARIO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA DI

TRENTO

-         AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA

VALLE D’AOSTA

       AOSTA

 

       e, p.c.

 

AL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

-         Agenzia del Demanio

-         Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato

Ispettorato Generale per le Politiche di Bilancio – Ufficio VIII

R O M A

-         AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

VI Reparto – SM – Ufficio Pianificazione Programmazione e Controllo

R O M A

-         AL COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Ufficio Pianificazione e Programmazione Finanziaria

R O M A

-         AL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Direzione Centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, postale, di frontiera e dell’immigrazione

S E D E

ALLA DIREZIONE CENTRALE PER LE RISORSE FINANZIARIE

E STRUMENTALI

      S E D E

 

 

OGGETTO:     Spese di custodia dei veicoli sequestrati.

 

 

                            Con circolare n. 76 del 24.10.2001, lo scrivente ha trasmesso il parere n. 101140 del 19.9.2001, fornito dall’Avvocatura Generale dello Stato in merito all’individuazione dell’Amministrazione cui imputare l’anticipazione delle spese di custodia dei veicoli sequestrati.

 

                            Con la successiva nota prot. M/6326/50 del 6.12.2001, diramata ai Prefetti dalla Direzione Centrale per le risorse finanziarie e strumentali con la circolare n. 86 del 12.12.2001, questo Dipartimento ha fornito ulteriori elementi in merito alla decorrenza del sistema dei pagamenti, secondo l’orientamento manifestato dal citato organo legale. In quella sede è stato sostenuto che, per i sequestri effettuati dagli organi di polizia municipale, competente al pagamento delle spese in questione deve ritenersi l’Ente di appartenenza. Quando, invece, l’accertamento della violazione è posto in essere da organi di polizia stradale appartenenti ad Amministrazioni dello Stato, la liquidazione delle somme dovute ai custodi spetta per un periodo transitorio (sequestri e fermi dei veicoli effettuati entro il 31 dicembre 2001) ai Prefetti.

 

                            In questo quadro è intervenuto il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, il quale ha sottoposto all’attenzione di questo Dicastero l’opzione riguardante la possibilità di sospendere provvisoriamente l’applicazione delle istruzioni impartite con le predette circolari “nella considerazione che la questione in parola dovrà essere disciplinata con il regolamento previsto ai sensi dell’articolo 49 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria 2002)” con il quale si prevede la semplificazione del procedimento amministrativo relativo al sequestro, alla confisca e all’alienazione dei veicoli.

 

                            In particolare, la Ragioneria Generale, considerato che per le spese di custodia già esiste un capitolo di spesa presso il Ministero dell’Interno, ha rappresentato l’esigenza di conservare l’unitarietà della gestione delle spese in questione, evitandone la frammentazione del procedimento tra i diversi Ministeri, tenuto conto che il coordinamento dei servizi di polizia stradale spetta al Ministero dell’Interno ai sensi dell’art. 11 del codice della strada.

 

                            Alla luce delle sopra esposte considerazioni, aderendo all’orientamento fornito dal citato Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, si ritiene di poter fornire le seguenti indicazioni.

 

 

 

 

 

1.                         Quando il sequestro del veicolo è effettuato dagli organi di polizia municipale, la competenza al pagamento delle spese di custodia spetta all’Ente di appartenenza. Infatti, a parte ogni riferimento circa la devoluzione dei proventi ai sensi dell’art. 208 C.d.s., il riferimento alla “Amministrazione di appartenenza” dell’agente accertatore deve essere inteso, soprattutto, come rivolto ai comparti della Pubblica Amministrazione, se si tiene conto che, a norma dell’art. 12 C.d.s., la prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale possono essere effettuati anche, nei limiti delle proprie competenze, dal personale delle Regioni, Province, Comuni, delle Ferrovie dello Stato, ecc.

 

                            Tuttavia - al fine di eliminare ogni ostacolo che si frapponga al corretto passaggio delle competenze, nello spirito di leale collaborazione che deve sempre conformare le relazioni tra lo Stato e gli Enti locali – si ritiene che il provvedimento di liquidazione, presupposto per l’azione del custode ai sensi dell’art. 12, comma 3, D.P.R. 571/82, possa essere ancora adottato dal Prefetto con riferimento alle spese di custodia maturate fino alla data del 31 dicembre 2001. In questo caso l’Amministrazione dell’Interno può continuare a pagare le somme liquidate, sempre che a livello locale non siano state raggiunte intese che, avendo posto le basi per il superamento di alcune intuibili difficoltà di ordine tecnico-contabile, già impegnino le Amministrazioni comunali al pagamento delle spese anche prima della indicata data.

 

                            Invece, per i costi maturati a partire dal 1° gennaio 2002, e relativi ai veicoli sequestrati, ai sensi delle disposizioni contenute nel codice della strada, dai Comandi di polizia municipale, anche negli anni precedenti, spetterà – alla luce delle considerazioni svolte dall’Avvocatura Generale dello Stato con il citato parere del 19.9.2001 – all’Ente di appartenenza dell’agente accertatore della violazione la liquidazione e il pagamento delle spese di custodia, con proprie risorse finanziarie e senza alcun onere a carico del Ministero dell’Interno.

 

                            Al riguardo, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), interessata da quest’Ufficio ha condiviso l’orientamento sopra espresso.

 

 

2.                         Quando, invece, l’attività di accertamento delle violazioni alle norme del C.d.s. è posta in essere da organi di polizia stradale appartenenti ad Amministrazioni dello Stato, sarà il Prefetto a provvedere, in ogni caso, alla liquidazione delle spese di custodia, in attesa che la fattispecie venga normativamente disciplinata dall’adottando regolamento previsto dall’art. 49 della legge finanziaria 2002.

 

                            In questo quadro, anche la questione della relativa legittimazione processuale, sollevata dal Ministero della Difesa, appare – secondo il parere fornito dall’Avvocatura Generale dello Stato, con nota n. 037097 del 17 aprile c.a. – “fondata e ha trovato accoglimento nella giurisprudenza qualora esigenze particolari hanno consigliato di proporla. Così la Cassazione, Sez. IV penale, con sentenza 5.6.1991 (imp. Rizzo) ha accolto il ricorso del Ministero della Difesa, che lamentava il difetto di legittimazione passiva, quale responsabile civile, in quanto il fatto era stato commesso da carabiniere in servizio di ordine pubblico e, dunque, mentre era alle dipendenze del Ministero dell’Interno, al quale spetta la tutela dell’ordine pubblico e dal quale dipendono, a tal fine, anche i carabinieri”.

 

                            Pertanto, mentre si fa riserva di ulteriori comunicazioni non appena emanato il regolamento previsto dalla legge finanziaria, si pregano le SS.LL. di attenersi, nel frattempo, alle riportate indicazioni.

 

 

                                                                                  IL CAPO DIPARTIMENTO

                                                                                              (Malinconico)

                                                                                            f.to Malinconico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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