Riduzione del 50% del canone di abbonamento telefonico a Telecom Italia
[23-04-2002]

Riduzione del 50% del canone di abbonamento telefonico a

Telecom Italia

 

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha adottato alcuni provvedimenti[1] che consentono di accedere ad una riduzione pari al 50% del canone mensile di abbonamento al servizio telefonico di categoria B (abitazione privata), per determinate categorie di soggetti. La riduzione può essere richiesta dal 1° dicembre 2001 ed è attualmente pari ad un risparmio annuo complessivo di € 81,78[2].

 

L’agevolazione potrà essere richiesta per un solo abbonamento al servizio telefonico di categoria B, che può identificarsi in un nuovo contratto o in uno già in essere: in quest’ultimo caso, la richiesta a Telecom Italia dovrà essere effettuata dall’intestatario del contratto telefonico.

 

 

I. COSA SI DEVE FARE PER RICHIEDERE L’AGEVOLAZIONE

 

Per richiedere l’agevolazione bisogna:

 

 

1 Verificare se si soddisfa il requisito sociale

 

 

Condizione sociale: chi richiede l’agevolazione deve appartenere ad un nucleo familiare che risponda ad almeno una delle seguenti condizioni:

  1. abbia – tra i membri della famiglia - un percettore di pensione di invalidità civile;
  2. abbia – tra i membri della famiglia - un percettore di pensione sociale;
  3. abbia - tra i membri della famiglia - un anziano al di sopra dei 75 anni di età;
  4. abbia il capofamiglia disoccupato[3].

 

Con riguardo alla definizione di “nucleo familiare” si rende noto che “ciascun soggetto può appartenere ad un solo nucleo familiare. Fanno parte del nucleo familiare i soggetti componenti la famiglia anagrafica. I soggetti a carico ai fini IRPEF fanno parte del nucleo familiare della persona di cui sono a carico. I coniugi che hanno la stessa residenza anagrafica, anche se risultano a carico ai fini IRPEF di altre persone, fanno parte dello stesso nucleo familiare. Il figlio minore di 18 anni, anche se risulta a carico ai fini IRPEF di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive”[4].

 

 

2 Farsi calcolare l’indicatore di situazione economica equivalente (ISEE)

 

 

Il cittadino che risponda al requisito di carattere sociale, dovrà verificare la rispondenza al requisito di carattere economico, ovvero verificare che il proprio ISEE sia inferiore o uguale al limite fissato.

Per fare ciò, l’utente potrà rivolgersi:

 

·        al proprio Comune di residenza;

·        ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAAF)

·        alla sede territoriale dell’INPS

 

per compilare la c.d. “dichiarazione sostitutiva unica” che si trova direttamente presso tali uffici. A valle di tale dichiarazione l’INPS rilascerà al richiedente un documento attestante il livello dell’ISEE, necessario per richiedere l’agevolazione.

 

Condizione economica: il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), deve essere inferiore o pari a EURO 6.713,93 annui (Lire 13.000.000). Si sottolinea che tale indicatore non corrisponde al solo reddito, ma si calcola a partire dal reddito, con l’aggiunta di determinati parametri (tra cui, ad esempio, il numero dei componenti il nucleo familiare). Pertanto per conoscere il proprio ISEE è necessario farselo calcolare, presentandosi presso i centri indicati sopra.

 

 

3 Presentare la domanda a Telecom Italia

 

Il cittadino, una volta verificato che il proprio ISEE è inferiore al limite fissato, dovrà presentare a Telecom Italia la richiesta di accesso all’agevolazione.

A tal fine, il modulo compilato per la richiesta dell’agevolazione a Telecom Italia, è reperibile presso:

·        i negozi punto.187 di Telecom Italia;

·        le sedi territoriali dell’INPS;

·        le sedi territoriali delle Associazioni dei Consumatori;

·        i Centri di Assistenza Fiscale (CAAF);

·        o si può scaricare direttamente dal sito Internet: http://wireline.telecomitalia.it/187/, sotto la voce “Risparmiare sul telefono” – “Condizioni economiche agevolate”.

 

Tale modulo, debitamente compilato e corredato della documentazione richiesta, dovrà essere inviato tramite raccomandata all'indirizzo della sede Telecom Italia indicato sulla propria bolletta.

 

 

II. DURATA DELL’AGEVOLAZIONE E RINNOVO

 

L’agevolazione relativa ad una riduzione del 50% del canone mensile di abbonamento al servizio telefonico di categoria B (linea PSTN) decorre dalla data di ricezione della domanda da parte di Telecom Italia e, in caso di nuovo impianto, dalla data di attivazione.

 

La durata dell’agevolazione coincide con la durata di validità dell’attestato ISEE (un anno), ovvero terminerà il giorno successivo alla scadenza dello stesso.

 

La scadenza dell’agevolazione verrà ricordata all’utente tramite l’inserimento di un apposito messaggio nelle ultime due bollette prima del termine dell’agevolazione.

 

Il rinnovo potrà essere richiesto, secondo le stesse modalità indicate per la domanda iniziale, entro il bimestre successivo alla scadenza dell’agevolazione.

 

Al momento della scadenza, al fine di non interrompere l’erogazione dell’agevolazione, Telecom Italia - in attesa della richiesta di rinnovo - prorogherà automaticamente l’agevolazione per il bimestre successivo alla scadenza della stessa.

In caso di mancato rinnovo, o nel caso in cui – in sede di verifica - manchino i requisiti richiesti, Telecom Italia addebiterà sulla bolletta le somme a saldo relative all’agevolazione goduta cui non si aveva diritto.

 

Si ricorda che, fruendo dell’agevolazione, si possono comunque stipulare contratti di fornitura del servizio telefonico anche con altri operatori, eventualmente anche con l’opzione di preselezione automatica dell’operatore (CPS).

 

 

[1] Delibere n. 314/00/CONS del 1° giugno 2000 e n. 330/01/CONS del 1°agosto 2001, consultabili sul sito web: www.agcom.it

2 Delibere n. 314/00/CONS del 1 giugno 2000 e n. 330/01/CONS del 1° agosto 2001, consultabili sul sito web www.agcom.it

3 Per “capofamiglia disoccupato” si intende “almeno uno dei due coniugi (di cui uno titolare dell’abbonamento telefonico) che si trovi in stato di disoccupazione” (Per la definizione dello “stato di disoccupazione” si rimanda a quanto stabilito nel D.lgs 21 aprile 2000, n. 181).

4 Ai sensi dell’art. 2, comma 2 del decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130.



 

 

 

 

 




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