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CdM - ANCI, in capo a sindaci e Comuni circolazione stradale e accesso aree centri storici
[04-02-2009]
Ieri l’ANCI in audizione informale sulla circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nei centri storici e nelle aree urbane

Si è svolta ieri, presso l’VIII Commissione Lavori Pubblici del Senato un’audizione informale sulla circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nei centri storici e nelle aree urbane.

L’interesse e l’impegno verso le tipicità italiane, e in particolare quelle motoristiche, l’ANCI lo sta dimostrando attraverso l’Associazione Città dei Motori, nata con l’obiettivo di favorire, oltre alla promozione dei territori, una mobilità compatibile con l’ambiente urbano e l’implementazione e diffusione delle buone pratiche nel settore della sicurezza stradale. 

Nell’audizione la delegazione ANCI Città dei Motori era composta dal sindaco di Maranello e Presidente dell’Associazione Lucia Bursi, dal segretario di CdM Danilo Moriero e  dal sindaco di Perlo (Cn) consulente ANCI e CdM Simona Rossotti. Argomento centrale dell’audizione quello relativo ad alcune previsioni con le quali si vorrebbe derogare in favore dei veicoli d’epoca, alle normative vigenti in tema di limitazioni alla circolazione sulle strade urbane e accesso alle aree dei centri storici.

“Si tratta di una materia che deve restare in capo ai sindaci e ai Comuni – ha spiegato il sindaco Bursi –. Una deroga introdotta con legge si porrebbe in contraddizione con i principi della Costituzione, con quelli che hanno ispirato la riforma del Titolo V e con il principio che incardina alcune decisioni ai livelli di governo più vicini alle comunità. Non c’è dubbio – ha continuato – che la difesa del patrimonio artistico ed architettonico, la tutela della salute dei cittadini e della sicurezza nelle aree urbane è una competenza affidata ai sindaci”.

Per l’ANCI questa materia va regolata con uniformità e chiarezza. “Pensiamo che si debba arrivare al risultato auspicato partendo dal basso – ha aggiunto il Presidente CdM - attraverso un protocollo d’intesa di livello nazionale che veda protagonisti gli 8mila Comuni italiani e le organizzazioni che tutelano il patrimonio dei veicoli storici. Il ruolo essenziale di ANCI e CdM – ha concluso il sindaco Bursi – sarà quello di coinvolgere nelle sedi opportune i Comuni soci e renderli consapevoli della soluzione raggiunta”. Il relatore dei ddl in esame, sen. Bornacin, ha giudicato questa strada molto positivamente, e solleciterà le federazioni dei Club ad una collaborazione con CdM e ANCI. (fr)




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