Informagiovani - A Napoli si chiude la seconda giornata del convegno
[21-11-2008]

“L’Informagiovani è un servizio pubblico che promuove l’informazione, l’orientamento e la partecipazione attraverso un piano integrato di comunicazione multicanale finalizzato alla crescita culturale delle nuove generazioni”. E’, questa, la nuova definizione degli sportelli, così come è stata suggerita  stamane, durante la seconda giornata del convegno nazionale di Napoli del Coordinamento Nazionale Informagiovani che aveva l’obiettivo di tastare il polso politico e tecnico-scientifico attorno al progetto di messa in rete delle 1219  agenzie locali, con il lancio della Intranet che coinvolgerà gli oltre 3mila operatori attivi.

Tecnici e politici, in due sessioni separate, hanno  dibattuto anche il tema degli standard di qualità del servizio che devono essere omogenei su tutto il territorio nazionale, “condizione indispensabile - ha tradotto nelle conclusioni il presidente  e responsabile Anci politiche giovanili e sport Roberto Pella -  per  procedere speditamente  nella creazione di un sistema  che risponda alle  pari opportunità di accesso  nell’intero  Paese”.

In serata è arrivato anche l’impegno del Coordinamento Nazionale  verso politiche di inclusione e di lobby verso le Regioni, soprattutto quelle più  distanti  dalle politiche giovanili, in particolare alcune del sud  - citate il Molise, la Calabria e la Sicilia - per ottenere partecipazione e sostegno finanziario alle attività dei Coordinamenti regionali Informagiovani che, spesso, si sentono abbandonati, come hanno spiegato diversi degli intervenuti che sono stati calcolati in oltre 300.

“Il sistema informativo nazionale degli Informagiovani - ha spiegato il direttore del Coordinamento Alberto Serafin - supererà la precedente suddivisione dei servizi informativi in Agenzia, Centro, Punto, adottando un sistema informativo organizzato su tre livelli: il nazionale, con competenza di coordinamento sia del sistema informativo che delle attività della comunità di pratica; il regionale, con competenza di coordinamento dei territori locali e specifica mansione all’interno del sistema informativo; i locali, con le le strutture che possono liberamente condurre una gestione associata dei servizi”.

L’articolato dibattito, moderato al mattino Barbara Mancusi Barone coordinatrice della Campania e assessore di Ercolano, e al pomeriggio da Arrigo Abalti coordinatore Veneto e membro del cda del Coordinamento Nazionale, ha evidenziato ancora una volta una mappa italiana Informagiovani a macchia di leopardo e a doppia velocità, con sensibilità e qualità diverse sia in materia di servizi, che di  riscontri e risorse (dai 3 milioni di contatti di Bologna, ai 6 mila della Liguria; dal milione di euro messo in campo da una sola città, Vicenza, alle poche centinaia di migliaia di euro attivate in Puglia, per finire coi protocolli d’intesa che sono stati siglati o si vanno siglando in Campania e in Piemonte che vincolano le Regioni anche nella spesa, ai quali fanno da controcanto situazioni di disinteresse più assoluto).

Da qui l’esigenza di buone pratiche da diffondere - la piattaforma Intranet è un primo passo -, accompagnate da iniziative di formazione e specializzazione degli operatori, che sono stati definiti “le vere anime degli Informagiovani” e “le chiavi del successo dell’intera operazione” da Jean Leonard Touadi, parlamentare e membro del Cooordinamento Nazionale. Abalti ha suggerito anche “azioni che facciano assumere agli Informagiovani quel ruolo di incubatori di progetti e idee in grado di catalizzare risorse altrimenti irrangiungibili”.

“Il treno è in corsa e non si fermerà”, ha detto il presidente Pella, che ha manifestato la piena disponibilità della politica verso i tecnici e le loro rivendicazioni forti in materia di banche dati, qualificazione degli operatori, necessità di chiarezza nel rapporto comunicativo con i giovani “a patto - ha aggiunto - che tutti si remi nella direzione del risultato finale”.  

Sullo sfondo, la sfida per gli Informagiovani è quella che Touadi ha delineato al mattino “sulla capacità del sistema di essere riferimento credibile, cioè di catturare l’attenzione di un mondo giovanile che è sempre meno disponibile ad esporsi, rifugiandosi nell’informale”.

Nella stagione di Facebook e di Second Life gli Informagiovani potrebbero usare uno strumento virtuale per farsi conoscere e catturare l’attenzione di un mondo giovanile. “Abbiamo pensato anche a strumenti per intrattenere, formare e dare contestualmente le informazioni utili sugli Informagiovani ad un largo pubblico di ragazzi che in questo modo potrebbe essere avvicinato”, ha spiegato Roberto Pella, presidente del Coordinamento Nazionale Informagiovani e responsabile Anci politiche giovanili e sport. 

Non solo intrattenimento, però. Pella ha infatti annunciato sempre da Napoli che è stato raggiunto un accordo con Sat2000, tivù che copre il territorio nazionale con 86 emittenti, per un pacchetto di trasmissioni da 20 minuti l’una che verranno messe a disposizione per ogni Regione per promuovere politiche giovanili e Informagiovani.

 

 




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