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Mezzogiorno - Santarsiero: “Più Sud nei trasferimenti, un grande piano di investimenti per il suo rilancio”

Lo ha detto il responsabile ANCI politiche per il Mezzogiorno, nel suo intervento al convegno sul ruolo dei Comuni per lo sviluppo del Mezzogiorno svoltosi oggi a Roma

[03-12-2009]

“C’è bisogno di più Sud nel Paese, nelle politiche e nei trasferimenti. Alle regioni meridionali vanno assegnate risorse per il 38% rispetto alla media nazionale, il giusto riconoscimento al loro  peso demografico, economico e territoriale”. E’ quanto ha auspicato Vito Santarsiero, sindaco di Potenza e responsabile ANCI delle politiche per il Mezzogiorno, nel suo intervento al convegno sul ruolo dei Comuni per lo sviluppo del Sud svoltosi oggi a Roma presso la sede di ANCI nazionale. Santarsiero ha sottolineato come siano “fallite tutte le politiche di sostegno addizionale, e come il governo debba avere il coraggio di definire un grande piano di investimenti per il Mezzogiorno”. Il primo passo in questo senso “è un progetto politico vero ed unitario”, soprattutto per superare i deficit infrastrutturali. “Il Sud ha bisogno di infrastrutture, visto che facendo la media del Paese questo settore nelle regioni meridionali arriva al 49% rispetto al 115% di quelle del centro nord”, ha sottolineato il responsabile ANCI per il Mezzogiorno. Accanto agli investimenti il sindaco di Potenza ha auspicato anche l’avvio di una particolare ed incisiva azione  di sostegno alla ricerca, alla innovazione ed alla alta formazione, fattori necessari per la crescita e competitività delle nostre piccole e medie imprese.

Ma su un punto il delegato ANCI è stato chiaro: “Quando il legislatore ha creduto nelle autonomie locali, come all’epoca delle leggi Bassanini, il nostro Paese è cresciuto con il ritmo più elevato degli ultimi 40 anni, e il Sud più del Nord”. “Questo perché  – ha proseguito – erano stati varati  alcuni strumenti operativi molto utili, a partire dalla cosiddetta  ‘programmazione negoziata’”. Scenario ben diverso rispetto a quello attuale, con lo spiazzamento di risorse FAS da parte del Governo che “si è tradotto - ha denunciato ancora una volta da Santarsiero – in un utilizzo non coerente di fondi pari a 27 miliardi di euro sottratti alle aree svantaggiate”. Per non parlare delle ultime notizie poco rassicuranti sul futuro della Banca del Sud e delle zone franche urbane: ”tutti segnali che dimostrano una grande disattenzione del governo nei confronti del Mezzogiorno”. Tuttavia per il sindaco di Potenza esiste ancora un’ultima possibilità, una sorta di ultima spiaggia. “Ci sono a disposizione 91 miliardi di euro tra fondi FAS e fondi Strutturali, dobbiamo spingere per ottenere queste risorse da utilizzare con una seria pianificazione territoriale”, ha concluso Santarsiero.

L’allarme sul futuro del Sud è stato condiviso anche da Luca Bianchi, Vice Direttore SVIMEZ, che ha spiegato come la crisi abbia avuto un fortissimo impatto anche sul sistema economico meridionale, mettendone a rischio anche la tenuta sociale. “Le regioni del Sud si confermano le ‘Cenerentole d’Europa’; sono ultime tra le aree povere del continente, visto che negli ultimi sette anni, a fronte di ritmi di sviluppo delle aree Obiettivo 1 pari mediamente al 3% il Sud  è cresciuto dello 0,3%”.  Il vice direttore dello Svimez si è anche detto sorpreso sul parziale arretramento sulle zone franche urbane. L’emendamento che il governo intende presentare elimina l'esenzione dalle imposte sui redditi e dall'Irap lasciando solo un contributo su pagamento di Ici e contributi previdenziali. “Avremmo non più una  no tax area, ma un semplice incentivo che si aggiungerebbe a quelli già in vigore per il Mezzogiorno. E’ un aspetto molto rilevante su cui credo che l’ANCI debba vigilare”, ha concluso Bianchi. (gp)