CERCA IN in tutto il sito in Notizie in Sala Stampa
Sei in: Homepage » Struttura e Uffici » Segretario Generale » Ufficio Stampa e Comunicazione » Notizie
Terremoto - Dl Abruzzo, Cialente: coperta troppo corta, rischio ricostruzione 'a gruviera'

'Governo rispetti impegni presi, ad oggi i soldi promessi non ci sono ancora'

[26-05-2009]

“Ci siamo fidati delle promesse del governo, ma ad oggi la coperta è ancora troppo corta. Per questo ci aspettiamo che quelle promesse siano mantenute fino in fondo”. Il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, analizza così lo stato dell’arte rispetto ai provvedimenti contenuti nel decreto Abruzzo, che dopo l’approvazione del Senato è già approdato alla Camera. Proprio per evidenziare le criticità ancora presenti, il presidente dell’ANCI Sergio Chiamparino e il presidente dell’ANCI Abruzzo Antonio Centi hanno chiesto un incontro urgente alla Commissione Ambiente di Montecitorio.
Il problema principale, secondo Cialente, riguarda “la mancanza di un sostegno per le abitazioni non classificate come prima casa: l’Aquila e i Comuni circostanti- spiega il sindaco- si caratterizzano per avere un’altissima densità di case che appartengono a chi vieni qui in vacanza e non è residente. Sono questi proprietari che definiscono il nostro tessuto economico”. Inoltre “quelle case costituiscono la maggior parte dei centri storici, e se non si recuperano quelle non si riuscirà a ricostruire un bel niente, né riusciremo a recuperare il valore storico-artistico dei nostri territori”. Si rischia insomma, per Cialente, di ottenere “una ricostruzione in stile Gruviera. E se fosse così, ogni nostro sforzo sarebbe vanificato”. I fondi, poi, sono insufficienti anche se si considerano altri aspetti: “Per la costituzione della zona franca- spiega ancora Cialente- si era parlato di 45 milioni ogni anno per 4 anni, ma ora quello stanziamento è stato quantificato in 45 milioni totali, e quindi ridotto di un quarto”. Mancano anche i soldi per il recupero dei beni culturali pubblici e privati: “Solo per il Palazzo di giustizia occorrerebbero 20-30 milioni- spiega Cialente- ma al momento i fondi sono insufficienti”. C’è infine anche una questione di merito: “La gestione dei fondi- ribadisce Cialente- va affidata direttamente ai Comuni, e non solo alla Protezione civile”. Questa serie di rilievi portano Cialente a ribadire: “Nei nostri incontri con il governo precedenti al decreto avevamo ottenuto il giusto riconoscimento delle nostre istanze, ma oggi la coperta è ancora troppo corta, e i soldi di cui si era parlato non ci sono”. (mv)