Durante un incontro dei sindaci del cratere, sollecitata chiarezza anche sull’istituzione della zona franca.
[25-05-2009]
Un incontro con il Governo per fare luce, una volta per tutte, su quale sia l'entità delle risorse che il ‘decreto Abruzzo’, appena approvato al Senato, mette a disposizione delle aree terremotate. E’ la richiesta avanzata dagli enti locali abruzzesi nel corso di un incontro svoltosi oggi a L’Aquila, cui hanno partecipato vari sindaci del cratere, anche il primo cittadino aquilano, Massimo Cialente e il vicepresidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.
“Quello delle disponibilità economiche - ha detto la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane - e' un punto fondamentale che non può essere demandato ad ordinanze Successive”'.
Da parte sua De Matteis si è detto consapevole delle difficoltà finanziarie. “Ma siamo altrettanto consapevoli – ha aggiunto che se non ci sono risorse da adesso sarà molto più difficile trovarle successivamente. Come si può pensare al rientro in casa entro settembre-ottobre se non ci sono risorse certe?”.
Sul tema della zona franca lo stesso De Matteis ha auspicato 'chiarezza e trasparenza' in merito ai parametri di applicazione. “Se questa città ha diritto alla zona franca - ha detto - il Cipe dovra' a delimitare all'interno, su indicazione degli enti locali, definendone la perimetrazione. Poi deve essere il Governo a sostenere con forza quest'area in sede comunitaria. E' in corso - ha aggiunto il vicepresidente del Consiglio regionale - la rimodulazione dei Por 2007-2013 con altre misure comunitarie'”
Per il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente il problema è legato anche alle risorse annunciate. “'Inizialmente, per la zona franca - ha detto Cialente, erano previsti fondi per 45 milioni euro l'anno, ma ora si parla di 45 milioni di euro da dividere in quattro anni. Abbiamo un disperato bisogno di risorse - ha ribadito il primo cittadino - Non ci stiamo a dover chiedere i soldi di volta in volta come si fa il sabato sera per andare a cena”'. La paura condivisa dai politici locali che “'il Governo spinga l'acceleratore sul decreto per ragioni di campagna elettorale”.(gp)