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Terremoto - Cialente: somme governo insufficienti, seguire modello umbro e più poteri a Comuni

[07-05-2009]

 Per la fase di ricostruzione del dopo terremoto in Abruzzo, “bisogna dare vita a un nuovo modello di governance, che innanzitutto restituisca ai Comuni e alla Provincia il ruolo forte che spetta loro. Gli ampi poteri della Protezione civile erano giustificabile in una prima fase, ma ora c’è bisogno di valorizzare anche le funzioni del presidente della provincia e dei sindaci: saranno loro a rimanere sul territorio, Bertolaso prima o poi se ne andrà”. Con queste parole il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, ha esposto alla Commissione Ambiente del Senato le sue perplessità riguardo il decreto varato dal governo per la ricostruzione, presentando ai senatori le proposte di emendamento dell’ANCI. Cialente si è anche soffermato sul fatto che “le cifre stanziate dal governo sono assolutamente insufficienti”. Allo stanziamento di 150 mila euro per la costruzione delle case distrutte, per Cialente, bisognerebbe sostituire “l’adozione del modello umbro: non ragionare sui singoli fabbricati, ma restituire al 100% il danno strutturale subito dagli edifici, con agevolazioni per le eventuali migliorie, che comunque sarebbero a carico dei proprietari. Solo così- per Cialente- possiamo raggiungere il fondamentale obiettivo di riportare nelle case i cittadini entro l’inizio del 2010”.
Il sindaco de L’Aquila ha spiegato infatti che “abbiamo assolutamente bisogno che nei prossimi giorni i cittadini tornino nelle loro case”. A questo proposito, riprendendo l’auspicio del presidente di Anci Abruzzo Antonio Centi, Cialente sostiene che “investire sulle riparazioni dei danni cosiddetti lievi, cioè che non compromettono l’agibilità delle abitazioni, permetterebbe ai cittadini di rientrare in fretta nelle case, e farebbe risparmiare i 3 milioni di euro che ogni giorno la Protezione civile spende per mantenere gli sfollati negli alberghi. Inoltre si scongiurerebbe il rischio che con l’inizio dell’anno scolastico le famiglie decidano di iscrivere i loro figli nelle scuole di altre città, provocando una perdita della popolazione per L’Aquila pari a circa il 25%”. 
Secondo il sindaco de L’Aquila, inoltre, le cifre stanziate dal governo “sono inadeguate anche se si guarda alla ricostruzione del centro storico della mia città e dei borghi colpiti dal sisma: in questo caso serve affrontare una sfida tecnologica e culturale, in modo da coinvolgere tutte le intelligenze del Paese. Si tratta- spiega Cialente- di recuperare la principale fonte di sostentamento economico e turistico dei nostri territori, ed è per questo motivo che il ragionamento sui rimborsi non può limitarsi alla sola prima casa”. C’è anche il problema dei bilanci dei Comuni: “Abbiamo bisogno di un sostegno- dice Cialente- perché tra le imposte che non riscuoteremo e l’impegno economico che ci siamo assunti, il mio e molti altri Comuni sono già entrati nel pieno rischio di un dissesto economico grave”.
In attesa della ricostruzione, sottolinea infine Cialente, “dobbiamo creare una città temporanea per permettere alle attività commerciali e agli uffici di continuare a operare. A questo proposito sarebbe necessario- conclude- che la Protezione civile avesse l’opportunità di acquisire temporaneamente i terreni adatti a mettere in piedi questa città ‘virtuale’, anche in modo che si evitino le speculazioni già in atto da parte di chi affitta negozi agibili e terreni a prezzi spropositati”. (mv)