Welfare - “Quel comune senso del sociale”. Vecchi: “Reddito di inclusione continui ad essere centrale nel contrasto a povertà”
[09-11-2018]

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Una due giorni per confrontarsi e riflettere sui temi legati al welfare e alle politiche sociali attraverso il racconto e le esperienze di città e attori locali che hanno messo in campo buone pratiche. Questo è stato il senso del convegno nazionale "Quel comune senso del sociale" organizzato dalla città di Reggio Emilia in collaborazione con Anci che si è svolto il 7 e l’8 novembre e a cui hanno preso parte il sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al welfare Luca Vecchi, la presidente della Commissione welfare di Anci Edi Cicchi e l'assessora alle politiche sociali del Comune di Napoli Roberta Gaeta. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Luca Telese.
“Sappiamo che Reggio Emilia ha una lunga tradizione di welfare locale ma senza la presunzione di considerarsi un modello unico, vincente e soprattutto perfetto. Queste sono state giornate in cui abbiamo imparato molto e, allo stesso tempo, abbiamo raccontato il senso profondo di una lunga storia di una città che ha continuato ad investire sulle politiche di welfare, sulla fragilità e sulla cultura dei servizi e sul sistema delle competenze”. Il sindaco di Reggio Emilia ha parlato così dell’esperienza della sua città sottolineando l’importante presenza di Anci impegnata in incontri e confronti con le città sul tema del rapporto tra reddito di inclusione e reddito di cittadinanza.
“L’introduzione di una misura universale di contrasto alla povertà come il reddito di inclusione – ha proseguito Vecchi - è stata una grande innovazione e il suo percorso di implementazione ha permesso di individuare i primi livelli essenziali delle prestazioni sociali fondamentali per garantire la parità di accesso ai diritti sociali, che passa necessariamente per il rafforzamento dei servizi sociali dei Comuni. Questa esperienza ci ha confermato che la condizione di povertà è molto spesso caratterizzata da molteplici vulnerabilità e bisogni complessi (dal punto di vista dell’inclusione non solo lavorativa, ma anche sociale, socio-sanitaria, scolastica, ecc.), che pertanto andrebbero affrontati secondo un approccio integrato di rete dei vari servizi territoriali, valorizzando le tradizionali competenze del servizio sociale professionale dei Comuni".
Vecchi ha poi concluso: "Ci auguriamo che nel nuovo impianto del reddito di cittadinanza sia posta adeguata attenzione alla complessità della condizione di povertà al fine di assicurare la reale efficacia dei percorsi di fuoriuscita dalla marginalità e dal disagio sociale, ribadendo il ruolo dei Comuni in questo contesto. Saremo pertanto lieti di poterci confrontare quanto prima con il Governo su questi temi per evitare che la nuova misura si concentri solo sui bisogni lavorativi”. (ag)




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