Libri - Avvistamenti, Dieci libri da portare nell’isola
[19-01-2018]

Avete passato le vacanze a leggere o rileggere un classico? C’ sempre tempo. Un utile vademecum potrebbe essere questo libro:  Come non letto. 10 classici + 1 che possono ancora cambiare il mondo, Ponte alle Grazie (pp.194, euro 14).   Zaccuri  ci parla soprattutto di classici letterari dell’’800, con l’eccezione di Cervantes e Defoe (più l’aggiunta del novecentesco Perec). La sua prosa è chiara, divulgativa, ma con una sua sobria eleganza.  Contiene riflessioni sulla lettura e  intuizioni critiche   anche notevoli sulle opere prese in esame. Di queste pagine segnalo almeno la lettura avvincente di Moby Dick, nella quale si deposita qualcosa dell’epos di quella immensa narrazione; poi  la dissertazione su Dickens come  cartografo visionario  della Città; e ancora  il microsaggio sui Promessi sposi -  romanzo che coincide con l’Italia - in cui si suggerisce una immagine degli italiani (come popolo “umile e tenace”),  che confligge con tante altre immagini   contrarie (si pensi a Leopardi)  ma che può funzionare da mito civile, capace forse  di ispirarci. Di Piperno bisogna ricordare il ritratto di Stendhal, in cui ribalta in qualità preziosa (freschezza narrativa) un  presunto difetto (la sciatteria formale); poi la lettura perversa della Coscienza di Zeno come  perfido romanzo della Vendetta  (un conte di Montecristo sublimato); poi la discettazione sui tempi verbali in Proust (che testimonia della sua sapienza  di critico “professionale”, non solo idiosincratico);  e infine la riflessione   sull’ illusionismo stilistico di Nabokov non come esibizione di bravura ma  come modo di “esorcizzare la sua tragedia privata”. Solo una osservazione: va bene elogiare il libero lettore, ma bisogna pur ricordargli qualche “dovere”. D’accordo, la letteratura è  una “comunità”, dunque aperta  e  ospitale, ma per accedervi occorre pure una particolare  disposizione d’animo, una attitudine  a rischiare di perdersi, a lasciarsi un po’spaesare,  e persino - se ciò non suoni troppo retorico -  una  purezza di cuore. La lettura senza doveri è deresponsabilizzante e narcisistica: come osserva Zaccuri  in una delle sue pagine più belle (dove troviamo una meravigliosa citazione dei Vangeli), il vampiro, cioè il male, “può annientarci solo  noi glielo chiediamo”, dunque  occorre “tenere sgombra la mente e puro il cuore”. (flp)



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