Focus Scuola - Patti (ass. Torino): “Formazione ed edilizia scolastica al centro dell’agenda politica”
[13-09-2017]

Avere una visione condivisa sulla gestione della scuola e guardare verso un futuro possibile con input positivi per azioni concrete che migliorino la quotidianità di chi vive e lavora nelle realtà scolastiche. Federica Patti, assessora all’istruzione e all’edilizia scolastica del Comune di Torino ad un anno dall’inizio del suo mandato ha le idee molto chiare su cosa è necessario per il capoluogo piemontese. 
“Abbiamo in cantiere molti progetti – afferma – ma, dobbiamo contestualizzarli rispetto al critico quadro economico della nostra città. All’interno di questa cornice, molte azioni immaginate a inizio mandato sono un po’ più difficili da realizzare, altre invece necessitano più di un supporto culturale e di una visione”.
“In primis – afferma – bisogna rilanciare i servizi educativi 0-6. C’è bisogno di dare nuova linfa, di rivitalizzare e rimotivare il personale educativo a partire dai responsabili pedagogici che insieme a educatrici e insegnanti hanno permesso di avere un servizio di qualità anche durante questi anni di difficoltà economica”.
“Un aspetto importante è quello della formazione. Credo ci sia bisogno di elaborare un piano dell’offerta formativa, che sta a valle di una visione pedagogica, che dia la possibilità di dialogare, anche in termini di linguaggio e di obiettivi, su una piattaforma comune. Inoltre quello che auspico è che la formazione sia ampia e su più livelli, soprattutto per il tema che riguarda le disabilità. Credo sia fondamentale non costruire una formazione ad hoc solo per chi si occupa di disabili, ma che questa sia parte integrante della formazione di tutti.  E’ dello scorso lunedì, l’avvio delle iscrizioni a un corso di formazione, coordinato dal Comune e supportato economicamente dall’Asl, sullo spettro dell’autismo e rivolto alle scuole comunali, statali e paritarie anche in un’ottica di continuità 0-18 e che, proprio nella prospettiva della condivisione e partecipazione, ha visto la sinergia di diversi soggetti del territorio (Uffici Scolastici territoriale e regionale, la Regione, la Città metropolitana) facendolo diventare un progetto a forte carattere interistituzionale”.
Anche sul versante dell’edilizia scolastica Torino si sta muovendo verso un domani partecipativo con l’idea di mettere le competenze professionali dei cittadini al servizio del territorio, a partire dall’Università. 
“Partirà a breve un progetto di scuola innovativa finanziato dalla Fondazione Agnelli e dalla Compagnia di San Paolo – racconta –. L’aspetto importante da sottolineare in questa operazione è l’aver dato molta importanza al processo; non c’è stato esclusivamente il finanziamento da parte dei soggetti privati, ma anche una volontà di realizzare un modello virtuoso: hanno indetto e coordinato un concorso a livello nazionale per giovani architetti per la ristrutturazione di due strutture scolastiche, una di proprietà del Comune e una della Compagnia di San Paolo, entrambe però scuole statali. Prima dell’estate sono stati proclamanti i vincitori e adesso inizia la fase esecutiva della progettazione con l’idea di inaugurare nel 2019/2020”.
In sostanza una scuola sarà rifatta ex novo partendo dallo scheletro strutturale, mentre l’altra sarà oggetto, di un intervento di riallestimento degli spazi interni. “Quest’ultimo – afferma – è di fatto quello di cui molte scuole necessitano, ovvero la risoluzione di problemi spaziali e strutturali che inficiano la quotidianità”.
Cavalcando quest’onda, l’assessore Patti sta lavorando, infine, alla creazione di un gruppo di lavoro con Università e Ordine degli architetti per la realizzazione di progetti analoghi. 
“Se nei laboratori di progettazione dell’Università – sottolinea – si lavorasse, ad esempio, sulla ristrutturazione di edifici pubblici e le scuole sono tra queste, si potrebbe fare qualcosa per la città stimolando gli studenti a interfacciarsi anche con le realtà istituzionali, dando la possibilità di presentare le loro”.
“Quando si parla di edilizia scolastica – ammette – lo si fa sempre partendo dai problemi ma, immaginare di concordare, mettendo a disposizione il patrimonio scolastico, dei corsi di progettazione architettonica sui nostri edifici è un cambio di prospettiva che ci obbliga a lavorare per costruire il futuro, senza contare – conclude – la fortissima valenza educativa”. (com/fdm)



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