Scuola - Aggiornamento su trasporto scolastico disabili nelle scuole superiori
[02-03-2009]

Una decisione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale su ricorso della Provincia di Salerno puntualizza la ripartizione delle competenze sul trasporto scolastico dei disabili nelle scuole superiori, con la relativa assistenza, nel senso da tempo affermato dall’ANCI di una competenza propria e ineludibile delle Province, laddove non sia prevista e finanziata una diversa attribuzione nelle leggi regionali.

Nonostante la numerosa giurisprudenza intervenuta alcune Province ancora rifiutano di accollarsi l’onere del servizio di trasporto riservato per i disabili delle scuole superiori, adducendo motivazioni diverse tutte rigettate dalle decisioni e dalle sentenze.

Ultima in ordine di tempo ma interessante per le argomentazioni è la decisione 2631 che la quinta sezione del Consiglio di Stato ha pronunciato il 20/5/2008, su ricorso della provincia di Salerno per la riforma della sentenza del TAR Campania con la quale era stato ordinato alla provincia medesima di provvedere all’assicurazione del servizio di trasporto e assistenza a titolo gratuito dalla abitazione alla sede scolastica a favore di una studentessa disabile iscritta all’Istituto magistrale di Salerno.

Di fronte alla non obbligatorietà del servizio opposta dalla Provincia in ragione della frequenza della scuole superiore il TAR aveva escluso che il trasporto gratuito degli alunni disabili potesse riguardare solo la scuola dell’obbligo, affermando che la competenza della provincia è rinvenibile nella espressa previsione del decreto legislativo n. 112/98, il quale, nella distribuzione delle competenze tra gli enti coinvolti, in attuazione della L. n. 59/97, all’art 139 stabilisce che “il supporto organizzativo” all’integrazione scolastica nelle scuole superiori deve essere assicurato dalle province concludendo che è certo che tale “supporto organizzativo” debba anzitutto ricomprendere il trasporto abitazione-sede scolastica.

Nel ricorso al Consiglio di Stato la provincia oltre alle ragioni precedentemente esposte aveva rilevato che la competenza primaria in materia spetterebbe alle amministrazioni comunali, mentre le amministrazioni provinciali avrebbero un ruolo intermedio tra l’iniziativa comunale e la programmazione regionale. Inoltre sostiene la provincia che nonostante la L.R. Campania n. 4/2005 preveda accordi di programma per garantire da parte degli enti titolari della competenza l’accesso e la frequenza al sistema scolastico anche con la fornitura di servizi di trasporto speciale, non si è mai dato corso alle conseguenti convenzioni. Da ultimo non si trattava nella specie di posizione di interesse legittimo ma di diritto soggettivo da sottoporre a giudice diverso.

Il Consiglio di Stato ha ricordato che la Corte costituzionale ha sottolineato che l'esigenza costituzionale di tutela dei soggetti deboli si concretizza non solo con pratiche di cura e di riabilitazione ma anche con il pieno ed effettivo inserimento dei medesimi nel mondo scolastico ed in quello del lavoro e che l'esigenza di socializzazione può essere attuata solo rendendo doverose le misure di integrazione e di sostegno a loro favore.

L'applicazione di tali principi ha così consentito il riconoscimento in capo ai portatori di handicap di diritti e di provvidenze economiche, la cui mancata previsione normativa si è reputata non conforme alla Costituzione.

Il Consiglio ha poi deciso che nel merito sono da condividere le conclusioni cui era pervenuto il TAR, confermando in via preliminare la giurisdizione del giudice amministrativo sulla controversia e pertanto rigettando l’eccezione sollevata poichè la domanda tende all’istituzione di un servizio pubblico di trasporto gratuito dalla abitazione alla sede scolastica (fuori del comune di residenza) e pertanto la posizione vantata non è di diritto soggettivo pieno ma di interesse legittimo in quanto comunque subordinata alle esigenze di interesse pubblico, tra cui le disponibilità finanziarie degli Enti tenuti e le connesse modalità di svolgimento del servizio.

Comunque, quando anche si trattasse di posizione di diritto soggettivo, la controversia rientrerebbe nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo discutendosi di materia relativa a concessioni di pubblici servizi, in quanto viene richiesta sostanzialmente la concessione di uno speciale servizio pubblico di trasporto locale.

Inoltre l’omissione della Regione Campania della stipulazione di accordi di programma che avrebbero contribuito secondo la provincia all’incertezza in ordine all’Ente locale tenuto alla relativa spesa per l’attivazione del servizio non può essere invocato per ometterne lo svolgimento perchè in mancanza di tali accordi, la relativa spesa non può che gravare sull’Amministrazione provinciale di Salerno ai sensi dell’art. 139 del D. L.vo n. 112/1998.

Rimane alla provincia la facoltà di pretendere che la Regione proceda alla stipulazione del relativo accordo di programma ai sensi dell’art. 4, L.R. n.4/2005, che dovrà ovviamente essere sottoscritto e quindi condiviso anche dai Comuni.




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