Morte Camilleri

Il ricordo dei sindaci. Narratore dei nostri tempi, uomo di cultura e di ironia

“Saluto con profondo affetto e gratitudine Camilleri, un grande Siciliano che ha onorato la nostra terra nel mondo. I catanesi lo ricordano con profondo affetto. Il Maestro accettò di dirigere l’Estate catanese alla fine degli anni Novanta, dopo l’esperienza esaltante di Franco Battiato. Catania in quegli anni era una vera Capitale culturale del Paese. Geniale l’intuizione di portare in scena nelle vie e nelle piazze della Città opere teatrali di grandi scrittori siciliani, valorizzando cosi la teatralità naturale della Città. Indimenticabili le lunghe conversazioni, lente e dense, che mi hanno profondamente arricchito. Grazie Maestro, il Tuo segno non sarà mai dimenticato!”. Con queste parole il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci Enzo Bianco ricorda lo scrittore Andrea Camilleri che ci ha lasciati questa mattina a Roma.
Parole di stima e commozione vengono anche dalla sindaca di Roma, Virgina Raggi che in un tweet lo ricorda così: “Grande dispiacere per la scomparsa del maestro Andrea Camilleri. Raccontando la sua terra, la Sicilia, ha raccontato l’Italia intera, le sue contraddizioni e il suo immenso patrimonio di storia, cultura, umanità. L’abbraccio di Roma alla famiglia e a chi ha amato le sue storie”.
A farle eco il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Un grande scrittore, narratore dei nostri tempi bizzarri, uomo sensibile e di grande talento, orgoglio per tutta l’Italia. Ciao Maestro Camilleri, che la terra ti sia lieve”. Mentre il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, sulla sua pagina Facebook, lo ricorda come  “maestro di cultura, ironia e legalità”.
Uno scrittore che ha saputo parlare alle coscienze di tutti – ricorda invece il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. “Se n’è andato un grande uomo di cultura del nostro Paese, uno dei più importanti intellettuali d’Italia. Camilleri era un uomo colto, intelligente, sensibile, profondamente radicato alla sua terra, la Sicilia, ma capace di rappresentare un Paese intero, l’Italia, con raffinatezza e originalità attraverso opere che rimarranno indelebili nella storia letteraria italiana. Era anche un convinto antifascista, capace di parlare alle coscienze di tutte le generazioni. Di uomini come lui questo Paese ha ancora bisogno. Camilleri lascerà un vuoto incolmabile, che solo le pagine delle sue opere potranno tentare di colmare”.
Ad omaggiare lo scrittore empedoclino anche il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto che, in un post sulla sua pagina Facebook lo ricorda così: “Il cuore più appassionato, sincero, autentico della Sicilia ha cessato di battere. Ci sentiamo smarriti senza la sua voce, senza il nostro Tiresia, capace di vedere molto più chiaramente nei fatti del nostro passato, del nostro presente e nei rischi per il nostro futuro. Nostro dovere è conservarne la tenacia, la franchezza, la forza, la semplicità, l’onestà. Nello stile letterario, come nella vita, Andrea Camilleri è stato un uomo onesto. Ci mancherà la sua amicizia e la nostra gioia di ritrovarci. Nené, la tua opera ti ha reso immortale”.
Per ricordare lo scrittore, il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, lancia assieme alla ‘Strada degli Scrittori’ per il prossimo 6 settembre, giorno in cui avrebbe compiuto 94 anni, un evento centrato su una video intervista all’autore. Un appuntamento nel cuore di Porto Empedocle, dove era nato lo scrittore.
Il 6 settembre coincide anche con le celebrazioni del patrono, San Calogero. “Una festa alla quale Camilleri era legatissimo, anche perché all’anagrafe il suo nome completo è Andrea Calogero, come ribadiva sempre. E come sarà d’ora in poi ricordato istituzionalizzando la data dell’evento per gli anni a venire. Il 6 settembre Camilleri – conclude Carmina – troverà ad attenderlo anche la Madonna del Carmelo che stiamo festeggiando in questi giorni. Nasce con San Calogero e si spegne nei giorni della Madonna. E’ come se avesse steso l’ultimo copione per le due feste. Neanche la migliore sceneggiatura … Sembra che quasi inconsciamente abbia voluto scrivere l’ultima pagina legata al suo paese”.

Il ricordo del critico letterario Filippo La Porta

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