Coronavirus

I Comuni al tempo dell’emergenza. Le esperienze delle amministrazioni delle isole minori

di Federica Demaria e Angela Gallo

Come stanno affrontando questa emergenza i Comuni delle isole minori? Quali sono le difficoltà che stanno incontrando e le soluzioni messe in campo? In questo excursus analizzeremo alcuni casi ed esperienze realizzate nei Comuni delle isole minori per capire come queste amministrazioni si trovano a gestire un’emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova anche il sistema economico e sociale del paese.

Siamo a Ponza, la maggiore delle isole pontine, in provincia di Latina, che conta circa 3500 abitanti. L’isola non si è fatta trovare impreparata e ha messo su una rete di solidarietà e servizi per i cittadini per fronteggiare questa difficile fase di emergenza. Si va, infatti, dalla Spesa sospesa, iniziativa promossa dall’Ufficio servizi sociali del Comune, servizio attivo dal lunedì al giovedì con una linea telefonica dedicata, aPronto, ti ascolto, uno sportello di assistenza sociale e psicologica per combattere stress emotivo e ansia generato dall’emergenza. Il Comune, attraverso il sito istituzionale, aggiorna costantemente su decreti e ordinanze e sulle misure sociali erogate, come i buoni alimentari (appello sindaco Francesco Ferraiuolo).

Spostandoci invece sull’Isola del Giglio, in provincia di Grosseto, qui la pro loco ha lanciato una iniziativa di solidarietà che guarda già alla fase due: la creazione di un gruppo di acquisto per la fornitura di materiale di protezione sanitaria, di cui presto le diverse attività dovranno dotarsi. Facendo confluire le richieste in un unico ordine, gli operatori dell’isola potrebbero così ottenere sconti, tariffe agevolate e l’accesso ad un catalogo  prodotti normalmente riservato a grandi buyer. Per richiedere informazioni ha poi messo a disposizione un indirizzo mail info@visitgiglioisland.com e in si è resa disponibile a dare visibilità presso i propri canali ad altre offerte legate all’adeguamento alla Fase 2, oltre a quelle indicate.

#alleeoliesivincedacasa è l’hashtag adottato da Lipari e le altre isole limitrofi in questi tempi di emergenza sanitaria. In particolare Lipari, per i cittadini che si trovano in difficoltà economiche ha attivato, in collaborazione e a cura della Caritas di Lipari, l’erogazione dei buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità. Gli esercenti di attività del settore alimentare e di generi di prima necessità locali – che hanno aderito all’iniziativa – hanno allestito presso i punti vendita anche un contenitore dove ogni cittadino potrà fare delle donazioni.  L’importo ricavato sarà giornalmente comunicato alla Caritas per la conseguente emissione di buoni spesa da utilizzare sempre presso l’attività cui è stata fatta la donazione. Sul versante sanitario, invece, il Comune ha messo in piedi una vera e propria “’Équipe Psicosociale dell’Emergenza” a disposizione degli operatori sanitari, dei pazienti e dei loro familiari. Il servizio di ascolto psicosociale è fruibile da lunedì a venerdì chiamando i numeri dedicati ma è anche possibile segnalare la propria richiesta tramite posta elettronica ed essere ricontattati.

Nelle Egadi, a Favignana, il Comune con la campagna “Nessuno rimarrà solo: la spesa sospesa” ha pubblicato un elenco di esercizi commerciali e farmacie che aderiscono all’iniziativa a sostegno delle persone più in difficoltà. Come funziona? I cittadini potranno fare la spesa anche per chi non può permetterselo lasciando i beni di prima necessità nei carrelli all’uscita dei market, beni che saranno poi distribuiti – grazie al lavoro dei volontari e delle associazioni locali – alle famiglie più duramente colpite da questa emergenza sanitaria. Il Comune ha messo a disposizione anche una mail e una linea telefonica dedicata per rispondere alle domande dei cittadini e fornire le corrette informazioni (prevenzione@comune.favignana.tp.gov.it – tel: 334.697.2346).

“Spesa di solidarietà alimentare” è il nome dato dal Comune di Capri all’intervento di solidarietà economica per le famiglie in difficoltà. I voucher vanno da un importo minimo di 50 euro e potrà essere aumentato in relazione al numero dei componenti dei nuclei familiari arrivando ad un massimo di circa 500 euro da utilizzare per la spesa alimentare.
Potranno presentare la richiesta anche i lavoratori stranieri residenti sull’isola.
Passando al tema mascherine, obbligatorie a Capri, il Comune ne ha acquistate 30 mila per i 7400 abitanti a cui vanno aggiunte le prime 5000 mascherine cucite dalle sarte capresi, note in tutto il mondo per lo stile caprì. Le 5000 mascherine made in Caprì sono state regolarmente consegnate gratuitamente nei giorni scorsi alla popolazione attraverso le farmacie, le parafarmacie ed i negozi di alimentari.

Restando sul versante mascherine, a Procida da qualche giorno sono in distribuzione gratuita presso le farmacie aderenti i sistemi di protezione individuale con filtranti poste a disposizione dalla Regione Campania. I destinatari saranno, per questa prima fase, le fasce deboli e le persone in condizione di fragilità, titolari di una qualunque esenzione ticket in ragione del reddito.

Se da un lato i Comuni delle isole minori hanno messo in campo azioni e grandi sforzi nel contrastare la diffusione del contagio da Covid19 e – allo stesso tempo – tenere assieme le maglie del tessuto sociale, dall’altro lato si guarda inevitabilmente già alla fase 2 e ai problemi che queste amministrazioni si troveranno ad affrontare.

La  Giunta Comunale di Anacapri ha approvato una serie di proposte, che fanno un po’ da linee guida per i comuni insulari, verso una migliore governance della fase 2. Tra le proposte approvate – che saranno indirizzate al Governo ed alla Regione tramite l’Ancim (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) – si parla dell “azzeramento del saldo negativo del Fondo di Solidarietà Comunale, che attualmente assorbe gran parte degli introiti Imu, i quali, in questo modo, tornerebbero a confluire nelle casse comunali”. A cui si aggiunge la proposta di permettere ai Comuni di incassare l’Imu sugli immobili del settore turistico e quella di “stanziare ed erogare un fondo di cento milioni di euro a valere sui finanziamenti comunitari delle Politiche di coesione 2014/2020 non impegnati e non spesi”. Per la ripresa il Comune sta pensando, infine, di istituire una cabina di regia per favorire l’avvio delle attività economiche sul territorio.

C’è infine chi guarda al post Covid-19 e lo fa con l’occhio attento alla salute dell’economia locale. In Sardegna, la fine del lockdown segnerà l’inizio di un nuovo modello d’accoglienza e promozione che parte da Santa Teresa ma si allarga anche alle isole minori della Maddalena Carloforte, oltre agli altri Comuni turistici dell’isola. Il progetto che abbraccia, appunto, tutta l’isola e coinvolge imprenditori, operatori e amministrazioni comunali, punta a promuovere un turismo basato su tempi lenti, salubrità, distanziamento anche nelle spiagge, ristoranti, strutture ricettive, rapporto con le comunità ospitanti. Tra le proposte, anche una app di geolocalizzazione per indicare se ci siano posti liberi nelle spiagge.

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