Consiglio nazionale

Gli interventi di Sala, Appendino, Falcomatà, Sciulli, Pavanello e Fucito

I difficili mesi del lockdown con i sindaci in prima linea nella gestione dell’emergenza e nel dare fiducia ai cittadini. Ma anche le sfide della ricostruzione con il Recovery plan da portare avanti con il supporto essenziale di sindaci ed amministratori locali. Questi i temi trattati dagli interventi degli amministratori locali che hanno partecipato in videoconferenza ai lavori del Consiglio nazionale, riunitosi per la prima volta dopo i lunghi mesi della pandemia.
“Abbiamo una macchina amministrativa nazionale abituata a investire in media un tot numero di miliardi, diciamo 15”. Tutto di un tratto con il recovery fund ci troveremo a investirne 200”, ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala. “I sindaci vogliono partecipare ai processi di decisione su dove e come investire e penso che affidare ai noi la gestione di parte di queste risorse sia un vantaggio per tutti”, ha aggiunto il primo cittadino milanese.
Sullo stesso tema è intervenuta anche il sindaco di Torino Chiara Appendino: “Come Comuni avremo grande responsabilità di spendere e spendere bene, nella sostenibilità a tutto campo che passa come è ovvio dalle comunità. Il mio auspicio è quello di non perdere la compattezza che abbiamo avuto perché i sindaci sono riusciti ad essere uniti, oltre le appartenenze politiche, nelle richieste al governo anche con scelte difficili come la perdita del potere di ordinanza”.
Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, dopo aver inviato “il suo cordoglio alla famiglia della governatrice Santelli, in una giornata brutta per la Calabria”, ha indicato alcuni temi che l’associazione potrebbe sviluppare “nella stagione difficile per la situazione economica e finanziaria che i Comuni dovranno affrontare nei prossimi mesi”. Nello specifico sarebbe utile “avviare un confronto con Il governo che porti ad una riforma generale della finanza locale, a cominciare dalla revisione del fondo sui crediti di dubbia esigibilità”.
Tra gli altri interventi anche quelli di due presidenti di Anci Regionali: Pompilio Sciulli di Anci Molise e Maria Rosa Pavanello di Anci Veneto. Il primo ha rimarcato come “i mesi del lockdown sono stati duri anche se per noi del Molise, dove ci sono 136 Comuni con il 93% sotto i diecimila abitanti, il distanziamento sociale è nelle cose data la poca popolazione presente”. Per questo ha plaudito al Presidente Decaro che è stato bravo ad aver fatto adottare al governo misure differenziate tra grandi e piccoli Comuni”. Invece Pavanello ha indicato alcune questioni ancora aperte: “Come quella del trasporto pubblico scolastico che è stato difficile istituire in tutti i Comuni. Nei nostri territori stiamo sperimentando una formazione mista a scuola: prevediamo, per una settimana al mese, la formazione a distanza. In questo modo riusciamo a garantire il diritto all’istruzione a tutti i nostri ragazzi”, ha detto.
Infine, il Coordinatore della Conferenza nazionale Anci dei Consigli comunali e presidente del Consiglio comunale di Napoli, Alessandro Fucito. Che “ha posto l’accento sul tema della sintonia e della collaborazione tra grandi e piccole città per la ripresa con particolare attenzione a temi come quello dell’approvvigionamento dell’acqua attraverso un piano straordinario della rete idrica”.

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