Welfare

Giornata mondiale diritti infanzia e adolescenza, parla Luca Vecchi, delegato Anci al Welfare

La pandemia in corso ha favorito, fra i suoi effetti nefasti, ricadute sociali e culturali fortemente negative tra le fasce più fragili della popolazione: nuove barriere insorte fra generazioni ed età diverse, difficoltà e sacrifici pesanti nell’ambito educativo e dell’apprendimento, nuove povertà materiali e immateriali. Bambini e adolescenti appartengono alle aree più vulnerabili e sofferenti.
I sindaci italiani, riuniti nell’Anci – in occasione della Giornata universale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – non possono che raccogliere questa sfida con lucida speranza, programmi e risorse concreti e con la forza della loro esperienza sul campo, a contatto quotidiano con le loro comunità, di cui i giovanissimi sono un bene inestimabile. Non possono farlo da soli, ma insieme allo Stato nazionale, all’Unione europea ed alle loro stesse comunità, ricche di capitale umano e di risorse economiche anche private, parimenti chiamate in causa nel fronteggiare una crisi trasversale e comune.
Non è un paradosso, anzi è necessario in questa congiuntura globale, insistere sul tema dei diritti, il primo dei quali è quello all’educazione, quale risposta costruttiva e collettiva a una crisi che non può imporre passi indietro per quanto riguarda i giovanissimi. L’educazione è elemento costitutivo e prioritario della persona e del suo essere cittadino italiano, europeo e della grande comunità globale. E’ elemento generatore, oltre che di sapere, di cultura del Noi e coesione sociale, indispensabile al superamento delle nuove barriere sociali e generazionali. E’ portatrice di valori condivisi e di futuro, grazie a quei Cento linguaggi dei bambini di cui fu teorico e studioso il filosofo e pedagogista Loris Malaguzzi: un ampio e fertilissimo terreno di incontro fra generazioni diverse per realizzare un diritto alla cittadinanza sempre più compiuto. L’educazione va perciò garantita ed estesa senza riserve, anche nell’età prescolare 0-6 anni, a tutti nel nostro Paese e nel mondo.
L’altro diritto che richiede il nostro impegno comune e immediato è quello ad una vita dignitosa e con pari opportunità fra generazioni. Vi sono ricerche che rilevavano, già prima della pandemia, nell’Unione europea, 23 milioni di bambini a rischio di povertà o di esclusione sociale.
Le difficoltà finanziarie sopportate dalle famiglie italiane ed europee in questo periodo e le forti modifiche subite inevitabilmente dai servizi sociali ed educativi hanno aggravato ulteriormente una situazione già preoccupante, con un peggioramento delle situazioni di povertà e del benessere psicofisico. Il “mondo adulto” non può attendere: istituzioni e comunità sono chiamate all’adeguamento delle azioni di Welfare, affinché anche questi diritti basilari a una vita dignitosa e a pari opportunità trovino nuovo slancio e restino perno della nostra società.

 

 

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