Scuola e piccoli Comuni

Giachi e Castelli: “Tema centrale per lo sviluppo del Paese, necessarie politiche mirate”

“La scuola è il motore dello sviluppo economico, civile del Paese, se non si afferma questo principio ci condanniamo ad una opacità che non consentirà di andare verso soluzioni strategiche per il nostro futuro”. Lo ha sottolineato Cristina Giachi, vice sindaca di Firenze e Presidente della Commissione Istruzione, Politiche educative ed edilizia scolastica dell’Anci, intervenendo ieri al webinar Indire “Scuola e territorio: le ragioni di un’alleanza educativa”, svoltasi nell’ambito di ‘A scuola di prossimità’, l’iniziativa organizzata dal Movimento delle Piccole Scuole che hanno sottoscritto un manifesto per promuovere un’idea di scuola aperta e diffusa sul territorio.
Giachi ha ricordato come “sia necessario e importante il tema dell’alleanza tra Governo e territorio nel quadro delle politiche del Paese per arginare le disuguaglianze acuite dalla pandemia”.  “Noi abbiamo esperienze e buone pratiche ma anche diffusamente qualità che meritano una visione strutturale nell’agenda politica del Governo”.
Altro tema decisivo, secondo l’esponente Anci è il tema della riapertura delle scuole a settembre per il quale siamo in attesa delle linee guida nazionali sulla sicurezza. “I Comuni hanno un ruolo centrale – ha ricordato la vice sindaca – non solo in tema di edilizia scolastica ma anche per tutti i servizi collegati, sono infatti i gestori di supporto della mensa, del sostegno e dei servizi pre-scuola e post scuola, supportando talvolta anche l’offerta formativa del privato sociale e terzo settore”, ha concluso.
“Finora gli interventi per salvare le scuola nei piccoli centri sono stati costruiti solo sui numeri, mentre dobbiamo capire che alla loro base ci devono essere politiche adeguate e differenziate, sia dal punto di vista sociale che economico”, ha affermato da parte sua Massimo Castelli, coordinatore Piccoli Comuni Anci intervenendo al dibattito.
“Il primo passo da compiere è quello di garantire a tutti i cittadini eguaglianza di opportunità, attraverso la diffusione dei servizi garantiti dalla Costituzione: dalla salute, alla scuola, ai trasporti, alla banda larga che proprio nel periodo di emergenza sociale si è rivelato ostacolo insormontabile per i territori periferici”, ha proseguito Castelli.
Per questo come Associazione “abbiamo lanciato da tempo il nostro manifesto per il Controesodo: per fermare lo spopolamento continuo dobbiamo puntare su politiche differenziate e mirate, facendo anche tesoro dell’esperienza positiva di questi mesi da parte delle piccole comunità, maggiormente pronte a reagire alla crisi rispetto ai grandi centri”. La scuola è “una sorta di malato terminale per la quale non serve una cura a breve termine, ma sono necessari interventi strutturali per dare vita ad una società diversa da quella in cui ci viviamo”.
In definitiva secondo il coordinatore dei piccoli Comuni bisogna invertire la rotta e fare in modo che il legislatore capisca l’importanza di realizzare politiche di sviluppo integrato tra grandi e piccoli centri: “Solo in questo modo saremo in grado di affrontare le sfide che ci attendono nei prossimi anni, dai cambiamenti climatici a quelli sociali, conseguenza anche della crisi degli ultimi mesi”, ha concluso.